Con un neonato in casa più cautela con i prodotti spray per le pulizie: aumentano il rischio di asma

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Con un neonato in casa più cautela con i prodotti spray per le pulizie: aumentano il rischio di asma

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Il perché non è chiaro: può darsi che l’eccessiva pulizia impedisca ai bambini di entrare in contatto con i microbi necessari allo sviluppo di un sistema immunitario efficace oppure la colpa potrebbe essere direttamente delle sostanze chimiche
di redazione

All’arrivo di un neonato in casa scatta inevitabilmente “l’operazione pulizia estrema”: è il momento in cui vengono messi alla prova i miracolosi poteri igienizzanti dei tanti prodotti in commercio. Non c’è superficie dell’appartamento che venga risparmiata da creme, spray o saponi liquidi. Tutto è fatto con le migliori intenzioni: un ambiente lindo e pinto sembra il più indicato per il nuovo ospite. Ma non è così. Anzi: l’esposizione precoce ai prodotti per le pulizie domestiche favorisce lo sviluppo dell’asma all’età di 3 anni. L’associazione tra l’impiego di detergenti per la casa e la malattia respiratoria è emersa in uno studio appena pubblicato su CMAJ (Canadian Medical Association Journal). I ricercatori hanno inviato ai genitori di più di 2mila bambini tra i 3 e i 4 mesi dei questionari per raccogliere informazioni sull’uso di alcuni tra i prodotti più venduti per la pulizia della casa, saponi per pavimenti, spray multiuso, gel igienizzanti ecc… Le risposte ricevevano un punteggio da 0 a 4 in base alla frequenza dell’impiego del detergente: 0 per “mai”, 1 per “meno di una volta al mese”, 2 per “una volta al mese”, 3 per “ogni settimana” e 4 per “tutti i giorni”. 

La salute respiratoria dei bambini è stata valutata all’età di 3 anni. 

Dall’analisi è emerso che i bambini che avevano passato i primi mesi di vita in una casa dove si usavano con disinvoltura i prodotti igienici (con punteggio tra 3 e 4) avevano maggiori probabilità di ricevere una diagnosi di asma all’età di 3 anni. I prodotti profumati e spray erano associati al rischio più elevato di disturbi respiratori. 

Ci sono diverse spiegazioni possibili, secondo gli autori. Potrebbe darsi che l’eccessiva pulizia degli ambienti impedisca ai bambini piccoli di entrare in contatto con i microbi necessari allo sviluppo di un sistema immunitario efficace. È anche probabile che l’alterazione del sistema immunitario nei neonati avvenga per via indiretta attraverso l’azione delle sostanze chimiche sul microbioma intestinale che regola a sua volta le difese immunitarie. 

La spiegazione più convincente resta comunque un’altra, secondo i ricercatori: le sostanze chimiche presenti nelle confezioni dei detergenti casalinghi danneggiano l’epitelio delle vie respiratorie provocando infiammazioni che aumentano la reattività e la sensibilità alle esposizioni successive. 

Cosa si può fare per evitare di mettere in pericolo la salute dei piccoli senza rinunciare a una casa pulita? 

I ricercatori invitano i genitori a leggere le etichette sulle confezioni dei prodotti evitando di acquistare quelli spray o che contengono composti organici volatili (Cov). Ma avvertono anche di non fidarsi troppo dei prodotti “green”: non sempre le proprietà ecologiche pubblicizzate corrispondono al vero.

«Un approccio precauzionale all'utilizzo di prodotti per la pulizia e per l’igiene è ragionevole in presenza di bambini piccoli. Nel tentativo di ottenere una casa pulita e sana (ad es. allergeni bassi, priva di muffe e con una buona qualità dell'aria), è importante che i genitori leggano le etichette e siano informati dei rischi associati all'uso di prodotti per la pulizia. Sono necessarie ulteriori ricerche sulle alternative ai detergenti spray e aerosol, sull'effetto dei prodotti per la pulizia sul microbioma e sull'identificazione di metodi migliori per la misurazione dell’esposizione», concludono i ricercatori.