I neonatologi: «Le vaccinazioni fondamentali per una crescita sana»

Sin

I neonatologi: «Le vaccinazioni fondamentali per una crescita sana»

redazione

Non vaccinare i bambini o la vaccinazione selettiva «vanificano gli sforzi dei neonatologi di diminuire la mortalità e le patologie dei neonati, esponendoli a un elevato rischio per la salute personale e sociale».

Chiarito questo, in prossimità della Settimana delle vaccinazioni (dal 24 al 30 aprile), la Società italiana di neonatologia (Sin) decide di demandare direttamente ai propri iscritti la campagna di comunicazione per informare i genitori sui rischi derivanti dalla mancata vaccinazione.

L’allarme lanciato a fine marzo dall’Organizzazione mondiale della sanità sull’aumento del rischio di epidemie di morbillo in Italia preoccupa molto i neonatologi della Sin. «Non si può e non si deve mettere in discussione l’importanza e la necessità delle vaccinazioni per il bene del singolo e della comunità» avverte il presidente della Società scientifica, Mauro Stronati. «Se un numero consistente di genitori opterà per non vaccinare il proprio bambino – ricorda - verrà meno l’effetto gregge, cioè la protezione derivante dalle vaccinazioni collettive, che finora ha rappresentato una garanzia, in particolare per quei bambini che non hanno potuto ricevere le vaccinazioni perché immunodepressi o affetti da gravi patologie croniche».

L’Italia dall’inizio del 2017 ha registrato rispetto all'anno recedente un forte aumento di casi di morbillo con oltre mille persone contagiate, mentre in tutto il 2016 erano stati 844. In un terzo dei casi si è avuta almeno una complicanza, nel 41% un ricovero e nel 14% un accesso al Pronto soccorso: il 90% di tutti i colpiti non era vaccinato. «Inoltre – sostiene la Sin - siamo a conoscenza di lattanti che hanno contratto la meningite da Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), malattia prevenibile con la vaccinazione, e che ora porta con sé le sequele neurologiche, incluso un ritardo mentale, come effetto della scelta dei loro genitori; o di adolescenti non vaccinati che hanno contratto la poliomielite e vivono ora le conseguenze della paralisi neurologica».

La Sin ricorda che la vaccinazione è particolarmente raccomandata ai neonati pretermine (in aumento negli ultimi anni) i quali, a causa delle complicanze della prematurità, risultano maggiormente esposti alle conseguenze dannose delle patologie infettive prevenibili dalle vaccinazioni. Il neonato pretermine, precisa infatti, oltre alle frequenti complicanze che ne prolungano la permanenza in ospedale fino anche oltre il terzo mese di vita, presenta una condizione di immunodeficienza più accentuata e duratura rispetto al neonato a termine.

Per ricevere gratuitamente notizie su questo argomento inserisci il tuo indirizzo email nel box e iscriviti: