Non esiste zucchero buono: anche quello naturale è rischioso quanto il fruttosio

Il confronto

Non esiste zucchero buono: anche quello naturale è rischioso quanto il fruttosio

Sfatato il mito dello zucchero buono. Il saccarosio, lo zucchero naturale, aumenta il rischio di fegato grasso e diabete 2 tanto quanto il fruttosio degli sciroppi aggiunti negli alimenti, dallo yoghurt al ketchup. A sorpresa, l’aspartame ne esce meglio

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Immagine: david pacey from LEEDS, West yorkshire, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Ebbene sì, nel caso dello zucchero è concesso fare di ogni erba un fascio. Anzi la scienza invita proprio a generalizzare: tutti i tipi di zucchero fanno male alla salute. I ricercatori della University of California Davis hanno analizzato in particolare le differenze tra il saccarosio, lo zucchero naturale, e il fruttosio contenuto nello sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio, un composto presente in una miriade di prodotti alimentari dai dolci, allo yogurt, al ketchup, al gelato.  Scoprendo che entrambi aumentano il rischio di fegato grasso e di diabete 2. 

Lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism ha coinvolto 187 persone tra i 18 e i 40 anni con caratteristiche simili riguardo all’indice di massa corporea, ai livelli di trigliceridi a digiuno, alla concentrazione di lipidi e di insulina. 

I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi, ognuno dei quali ha consumato tre volte al giorno la bibita che gli era stata assegnata: una bevanda zuccherata con saccarosio, una con sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio, un’altra con aspartame. I partecipanti sono stati ricoverati per 19 giorni in una struttura ospedaliera per essere costantemente monitorati (3 giorni di analisi pre-esperimento seguiti dai 16 giorni della dieta speciale).

Alla fine del periodo di osservazione non sono emerse differenze significative tra chi aveva consumato le bibite con saccarosio o con fruttosio: entrambi mostravano un aumento dei fattori di rischio per le malattie metaboliche rispetto a coloro che avevano assunto le bibite con l’aspartame. 

«Nell’arco di due settimane, abbiamo osservato un cambiamento significativo nel grasso epatico e nella sensibilità all'insulina nei due gruppi che consumavano bevande zuccherate con sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio o bevande a base di saccarosio. È un dato preoccupante perché la prevalenza della steatosi epatica e del diabete di tipo 2 continua ad aumentare a livello globale», ha dichiarato  Kimber Stanhope, biologo nutrizionista presso la UC Davis School of Veterinary Medicine, che ha guidato lo studio. 

Tutti i parametri tenuti sotto osservazione dai ricercatori erano peggiorati in poco tempo. Il consumo quotidiano dei due tipi di zucchero aveva infatti aumentato il grasso epatico, ridotto la sensibilità all’insulina, e innalzato i livelli di lipidi e acido urico. 

«La riduzione della sensibilità all'insulina è un importante fattore di rischio per il diabete di tipo 2 e osservare un cambiamento clinicamente significativo in solo due settimane evidenzia la necessità per i consumatori di leggere attentamente le etichette e informarsi sulla fonte degli zuccheri aggiunti. Il saccarosio può essere etichettato come zucchero, zucchero di canna o succo di canna evaporato tra gli altri nomi, ma si tratta sempre di zucchero», ha dichiarato Stanhope.

Questo studio mette in discussione alcune credenze finora molto diffuse: solitamente l’aspartame viene demonizzato, lo sciroppo di fruttosio viene considerato nocivo e il saccarosio poco rischioso. L’esperimento dei ricercatori californiani invita a un ripensamento.

«Le persone spesso hanno una prospettiva distorta dell'aspartame e considerano accettabile il saccarosio, ma questo studio suggerisce che i consumatori dovrebbero essere ugualmente preoccupati per entrambi i principali zuccheri aggiunti negli alimenti che consumiamo quotidianamente», conclude Stanhope.