Non è mai troppo presto per la prevenzione. Con pressione alta e sovrappeso a 20 anni il cervello è meno in forma a 60

Lo studio

Non è mai troppo presto per la prevenzione. Con pressione alta e sovrappeso a 20 anni il cervello è meno in forma a 60

Per avere un cervello in forma in età avanzata bisogna occuparsi della salute cardiovascolare da giovani. Cuore e cervello sono infatti strettamente connessi. I giovani adulti con ipertensione e sovrappeso accelerano il declino cognitivo

di redazione

Proteggere il cuore per proteggere il cervello. Ma bisogna cominciare a farlo presto. Secondo uno studio appena pubblicato su Neurology, le persone che a 20-30 anni hanno una salute cardiovascolare a rischio perché sono sovrappeso, ipertesi o hanno la glicemia alta, avranno maggiori problemi cognitivi più avanti negli anni. 

I ricercatori hanno raccolto i dati di quattro studi che avevano coinvolto in tutto 15mila persone tra i 18 e 95 anni seguite per un periodo di tempo tra i 10 e i 30 anni. Dei partecipanti si conosceva l’indice di massa corporea, i livelli di glicemia, la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo. Tutti i parametri erano stati misurati almeno tre volte nel corso del periodo di osservazione. Il campione era anche stato sottoposto a test di valutazione delle capacità cognitive e della memoria all’incirca ogni due anni. Dall’analisi dei dati è emerso che le persone che introno ai 20-30 anni avevano un elevato indice di massa corporea, elevati livelli di glicemia e valori di pressione arteriosa superiori alla norma, ottenevano punteggi inferiori nei test cerebrali nei decenni successivi. Al contrario, i giovani adulti con una buona salute cardiovascolare mostravano un cervello più in forma andando avanti negli anni. Ma se l’unico parametro sballato in età giovanile era il colesterolo, la salute del cervello non ne risentiva. 

«Questi risultati sono sorprendenti e suggeriscono che la prima età adulta può essere un momento critico per la relazione tra questi problemi di salute e le capacità cognitive della tarda età. È possibile che il trattamento o la modifica di questi problemi di salute nella prima età adulta possa prevenire o ridurre i problemi cognitivi in età avanzata», ha dichiarato Kristine Yaffe a capo dello studio. 

La correlazione tra la salute cardiovascolare in età giovanile e quella cerebrale in età matura emerge in maniera evidente facendo qualche confronto tra coetanei con una differente salute cardiovascolare.

Le persone che a 20-30 anni hanno un indice di massa corporea superiore a 30, indicativo di obesità, ottengono punteggi nei test cognitivi effettuati 10 anni più tardi da tre a quattro volte peggiori di quelli ottenuti da persone che alla stessa età hanno un indice di massa corporea nella norma. 

Risultati simili si registrano nelle persone che da giovani soffrono di pressione alta. Generalmente i giovani ipertesi sono pochi, ma quei pochi sembrano destinati ad avere funzioni cerebrali deteriorate con il passare degli anni. 

Significa che il sovrappeso, associato spesso all’ipertensione e all’iperglicemia, accelerano notevolmente l’invecchiamento del cervello.

«Il crescente numero di giovani che sviluppano diabete e obesità nella prima età adulta, insieme a livelli più elevati di problemi cardiovascolari sottodiagnosticati e sottotrattati, potrebbe avere significative implicazioni per la salute pubblica per la salute cognitiva nella tarda età. L'impatto della riduzione di questi fattori di rischio potrebbe essere sostanziale», conclude Yaffe.