Non sottovalutare le apnee notturne: alterano il metabolismo e danneggiano il cuore

La prova

Non sottovalutare le apnee notturne: alterano il metabolismo e danneggiano il cuore

Aumenta il glucosio e la pressione sanguigna. Gli effetti osservati in tempo reale durante il sonno
redazione

Osservare in diretta gli effetti delle apnee notturne sul metabolismo e sul sistema cardiovascolare. È quanto sono riusciti a fare i ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine che per la prima volta hanno misurato in tempo reale, durante il sonno dei pazienti, alcuni parametri indicativi della loro salute. 

Che la sindrome delle apnee ostruttive del sonno fosse correlata all’ obesità e a un maggiore rischio di diabete e di malattie cardiache era già noto. Finora però tutti gli studi erano stati condotti su persone sveglie e nessuno di questi era mai riuscito a distinguere chiaramente la causa dall’effetto. Sono le apnee notturne a dare problemi di salute o viceversa? 

Per dare una risposta al quesito, i ricercatori hanno prelevato il sangue di 31 pazienti con apnee notturne mentre dormivano e ne hanno analizzato i livelli di acidi grassi, di glucosio, di insulina e cortisolo (l’ormone associato allo stress). L’esperimento ha coinvolto persone con un’età media di 51 anni e un indice di massa corporeo associato all’obesità ed è stato condotto al dipartimento di medicina del sonno del Johns Hopkins Bayview Medical Center. Tutte le notti sono stati raccolti dati sulle onde cerebrali, i livelli di ossigeno nel sangue, i movimenti degli occhi e delle gambe compiuti dai pazienti nel sonno. 

Il monitoraggio è avvenuto a ritmi serrati: i dati venivano raccolti ogni 20 minuti a partire dalle 9 di sera fino alle 6 e 40 del mattino. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: alcuni pazienti usavano la ventilazione meccanica a pressione positiva continua (Cpap, acronimo di Continuous Positive Airway Pressure), il macchinario che facilita il respiro notturno, mentre altri avevano sospeso la ventilazione meccanica per due notti consecutive prima di essere sottoposti alle analisi. 

Gli esperti di medicina del sonno hanno osservato che la sospensione del trattamento con Cpap provocava una serie di conseguenze, tra cui interruzione del sonno, accelerazione del battito cardiaco e riduzione del livello di ossigeno nel sangue. I pazienti che affrontavano la notte senza l’aiuto del macchinario mostravano inoltre valori più elevati di acidi grassi, di glucosio e di cortisolo nel sangue e un aumento della pressione sanguigna. Ma c’è dell’altro. Nel gruppo di persone private del sistema di ventilazione meccanico i ricercatori hanno osservato una maggiore rigidità delle arterie al mattino rispetto ai pazienti che hanno respirato meglio durante la notte grazie al dispositivo. 

Con questo studio, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology e Lancet Respiratory Medicine, è stato così dimostrato per la prima volta che le apnee notturne hanno effettivamente un impatto sui parametri del sangue legati al diabete, glucosio, cortisolo e acidi grassi e su quelli associati alle malattie cardiovascolari, pressione alta e rigidità vascolare. 

«Le apnee notturne - scrivono i ricercatori - non sono solamente una manifestazione dell’obesità, del diabete e delle malattie cardiovascolari, ma possono direttamente peggiorare queste condizioni».