Non sottovalutare le molestie sessuali sul lavoro. Possono spingere le vittime al suicidio

Lo studio

Non sottovalutare le molestie sessuali sul lavoro. Possono spingere le vittime al suicidio

Le battaglie del movimento Me too acquistano ancora più importanza. Le vittime di molestie sessuali da parte di colleghi, superiori o persone che incontrano per ragioni lavorative sono più esposte al rischio di suicidio e di tentativi di suicidio. È il momento di intervenire. Se non ora quando?

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Immagine: Leon israel / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)
di redazione

«Qualsiasi atto o condotta di natura sessuale indesiderata e non gradita, sia verbale che non verbale, vissuta come intimidatoria, ostile, degradante, umiliante o offensiva in circostanze legate al lavoro». È la definizione di “molestia sessuale nei luoghi di lavoro” riportata in apertura di uno studio svedese che, con molti dati alla mano, conferma, anzi rafforza, l’importanza delle battaglie del movimento “Me too”. 

I lavoratori, nella stragrande maggioranza dei casi donne, vittime di molestie sessuali correlate al lavoro sono più a rischio di suicidio o di tentativi di suicidio. Di fronte a questi risultati sembrerebbe difficile poter ignorare il problema. Molti studi in precedenza avevano dimostrato l’impatto negativo delle molestie sessuali sulla salute psico-fisica di chi le subisce. Ansia, depressione, assenze dal lavoro per malattia sono le conseguenze ampiamente documentate dei comportamenti indesiderati di natura sessuale da parte di colleghi e superiori. 

Ma che gli effetti delle molestie potessero aumentare il rischio di suicidio non era ancora mai stato dimostrato in maniera tanto convincente. Ora che è stato fatto, sperano gli autori dello studio, non ci si potrà più voltare dall’altra parte e far finta di nulla. 

«Riteniamo che nessun luogo di lavoro possa essere considerato sicuro a meno che non sia privo di molestie, e questo problema non può più essere messo da parte. Esistono soluzioni promettenti e basate sull'evidenza e dovrebbero essere ampiamente implementate e valutate. Le vittime di molestie sessuali dovrebbero ricevere screening e cure per la salute mentale per attenuare i rischi di conseguenze sulla salute mentale e sul suicidio», scrivono i ricercatori. 

Lo studio è stato condotto su più di 85mila uomini e donne in età lavorativa che tra il 1995 e il 2013 hanno compilato un questionario indicando se avessero subito o meno molestie sessuali in ambito lavorativo nei 12 mesi precedenti da parte di colleghi di pari grado o superiore o da altre persone frequentate per ragioni di lavoro, pazienti, clienti, passeggeri ecc..

I ricercatori hanno raccolto informazioni sui casi di suicidio e di tentativi di suicidio dai registri delle amministrazioni locali nel corso di 13 anni. 

Dall’analisi dei dati è emerso che il 4,8 per cento dei partecipanti aveva subito molestie sessuali nei 12 mesi precedenti all’inchiesta, pari all’ 1,9 per cento di tutti gli uomini e al 7,5 per cento di tutte le donne del campione coinvolto nello studio. 

Nella maggior parte dei casi si trattava di lavoratrici giovani, single o divorziate, con mansioni stressanti ma poco retribuite, nate al di fuori dell’Europa. 

Durante il periodo di osservazione sono stati registrati 125 suicidi e 816 tentativi di suicidio (0,1 suicidi per mille persone all’anno e 0,8 tentativi di suicidi ogni mille persone all’anno). 

Secondo i calcoli dei ricercatori le molestie sessuali nel luogo di lavoro sono associate a un aumento di 2,82 volte del rischio di suicidio e di 1,59 del rischio di tentativo di suicidio. 

Non c’è modo di dimostrare un legame di causalità tra i due fenomeni, molestie e suicidi (o tentativi di suicidio), perché lo studio è di natura osservazionale e si limita a osservare l’esistenza di un’associazione. 

Nonostante ciò la grande quantità di dati raccolta permette ai ricercatori di poter affermare con convinzione che «le molestie sessuali sul posto di lavoro possono quindi rappresentare un importante fattore di rischio per il comportamento suicidario. Ciò suggerisce che gli interventi sui luoghi di lavoro incentrati sull'ambiente di lavoro e sui comportamenti potrebbero contribuire a ridurre l’impatto sui suicidi».