Non tutti i grassi vengono per nuocere (al cuore). Quelli della carne sono più rischiosi di quelli dei latticini

Ripensamenti

Non tutti i grassi vengono per nuocere (al cuore). Quelli della carne sono più rischiosi di quelli dei latticini

Un nuovo studio di Oxford presentato al Congresso dell’European Society of Cardiology invita a fare i dovuti distinguo tra i grassi saturi: quelli della carne sono dannosi per il cuore, ma non è stata trovata un’associazione significativa tra quelli dei latticini e le malattie cardiovascolari

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Immagine: Flo2323, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Dai grassi saturi, al colesterolo cattivo, alle malattie cardiovascolari. È davvero una strada già segnata dall’inizio alla fine quella di chi ha un debole per gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro, formaggi, insaccati ecc..)? Un nuovo e ampio studio dell’Università di Oxford presentato al congresso della European Society of Cardiology (27 - 30 agosto) suggerisce che l’impatto dei grassi saturi sulla salute del cuore sia stato finora sopravvalutato o comunque male interpretato. Non c’è l’assoluzione con formula piena, ma i ricercatori invitano a fare i dovuti distinguo perché il loro studio dimostra che non è più possibile generalizzare: non tutti i grassi saturi fanno male al cuore allo stesso modo. Quelli contenuti nella carne possono essere pericolosi, mentre quelli dei latticini non hanno gli stessi effetti nocivi. Molto, inoltre, dipende dall’indice di massa corporea. 

L’indagine si è basata sui dati di 114mila individui registrati nel gigantesco archivio di informazioni sulla salute della popolazione inglese che è la UK Biobank. Nessuno soffriva di malattie cardiovascolari all’inizio dello studio. I ricercatori hanno ricostruito nel dettaglio le abitudini alimentari di tutti i partecipanti concentrandosi in particolare sul tipo di grassi consumati, accertandosi se provenissero dalla carne o dai latticini. Tutte le persone coinvolte nello studio hanno inoltre compilato questionari sullo stile di vita e si sono sottoposti a esami del sangue per il controllo dei parametri indicativi della salute cardiovascolare, livelli di colesterolo “cattivo” LDL in primis. Non poteva mancare il dato sull’indice di massa corporea, un parametro non certo trascurabile quando si parla di salute cardiovascolare. Mettendo insieme tutti i dati è emerso che i grassi saturi della carne e non quelli dei latticini possono compromettere la salute del cuore. Ma che in ogni caso un ruolo decisivo ce l’ha l’indice di massa corporea. 

«L’associazione osservata tra grassi saturi e rischio di malattie cardiovascolari negli studi osservazionali non era precedentemente chiara; i nostri risultati sono importanti perché forniscono una possibile spiegazione: la relazione può variare a seconda della fonte di cibo. Abbiamo scoperto che i grassi saturi della carne possono essere associati a un rischio più elevato rispetto ad altre fonti di cibo, in parte perché coloro che consumano grandi quantità di carne avevano anche un indice di massa corporea (IMC) più elevato rispetto a chi ne consumava meno», ha dichiarato Rebecca Kelly del Nuffield Department of Population Health, Università di Oxford, a capo dello studio. 

I partecipanti sono stati monitorati per circa 8 anni e mezzo e, grazie ai dati delle cartelle cliniche degli ospedali e dei registri dei decessi, è stato possibile individuare le persone con una diagnosi di malattia cardiovascolare.   Nell’intero periodo di osservazione sono stati registrati 4.365 casi di malattie cardiovascolari, 3.400 di malattie cardiache e 1.000 di ictus. 

Gli autori dello studio, sfruttando tutte le informazioni in loro possesso, si sono messi in cerca di un eventuale collegamento tra l'assunzione di grassi saturi e le malattie cardiovascolari, cominciando dal consumo totale di grassi saturi per poi entrare nel dettaglio delle differenti fonti (carne o latticini). 

Ebbene, dall’analisi non è emersa una chiara associazione tra il consumo totale di grassi saturi e le malattie cardiovascolari. Tuttavia, chi consumava il 5 per cento in più di energia totale dai grassi saturi della carne aumentava il rischio di malattie cardiovascolari del 21 per cento. Va specificato però che quest’associazione smetteva di essere statisticamente significativa una volta che veniva preso in considerazione l’indice di massa corporea dei partecipanti. Per quanto riguarda invece i grassi saturi provenienti dai latticini, lo studio ha sorprendentemente evidenziato un’associazione opposta, con una riduzione del rischio di malattie cardiache tra chi ne consumava in maggiori quantità. Ma è un dato, come specificano gli stessi autori, da prendere con le pinze perché ancora una volta perde di significato quando entra in campo l’indice di massa corporea. 

«I nostri risultati suggeriscono che le differenze nell’indice di massa corporea possono essere responsabili, in parte, dell'associazione tra malattie cardiovascolari e grassi saturi della carne. Non è possibile stabilire se ciò sia dovuto a un impatto specifico dei grassi saturi della carne sull’IMC o se le persone con IMC più elevato consumino carne in maggiori quantità. Inoltre, è difficile scoprire se l’impatto dei grassi saturi sulle malattie cardiovascolari dipenda dal colesterolo LDL più alto in questa coorte perché l'uso di farmaci per abbassare il colesterolo è molto diffuso negli adulti del Regno Unito. Raccomandiamo di seguire i consigli delle linee guida dietetiche per consumare meno del 10 per cento di energia giornaliera da grassi saturi. I nostri risultati sottolineano l'importanza di studiare le diverse fonti alimentari di grassi saturi quando si esamina il rischio di malattie cardiovascolari», conclude Kelly.