Obesità. Dopo la dieta, per non riprendere peso è meglio non stare troppo seduti

Lo studio

Obesità. Dopo la dieta, per non riprendere peso è meglio non stare troppo seduti

Chi dopo la dieta continua a dimagrirsi sta seduto in media tre ore al giorno in meno rispetto a chi rimane stabile con il peso. Un tempo a favorire la sedentarietà era il televisore. Oggi è il computer o la playstation

di redazione

Per le persone obese il successo di una dieta, o di qualunque altro intervento effettuato con lo scopo di perdere chili, si vede sul lungo periodo. C’è chi continua a dimagrire e chi invece si ferma ad un peso stabile. E la differenza la fanno le ore che si passano seduti. Non è una novità inaspettata, ma il nuovo studio pubblicato su Obesity fornisce alcune interessanti informazioni in più sull’associazione tra sedentarietà e obesità. I ricercatori hanno messo a confronto le abitudini di più di 4mila persone obese che, dopo il dimagrimento iniziale, hanno continuato a perdere circa 9 chili all’anno per tre anni con quelle di un gruppo di persone il cui peso invece è rimasto stabile. Il primo gruppo aveva raggiunto un indice di massa corporea di 27,6 mentre il secondo era fermo a 38,9. 

Tutti i partecipanti hanno compilato un questionario sulla loro routine quotidiana indicando non solo quante ore passassero seduti ma anche cosa facessero durante quel lasso di tempo. Dai risultati è emerso che le persone che continuavano a dimagrire passavano tre ore in meno al giorno sedute in confronto alle altre. C’è un dato nuovo, fanno notare gli autori dello studio, rispetto a un’indagine simile condotta nel 2006: oggi non è il televisore a incoraggiare la sedentarietà ma il computer e la playstation. Chi continua a perdere chili sta davanti al computer fuori dall’orario di ufficio o a un videogioco un’ora in meno al giorno rispetto a chi non riesce a far abbasare l’ago della bilancia. 

Non sono infatti emerse differenze significative tra i due gruppi nella quantità di tempo passata davanti al televisore, né in quella impiegata a leggere, studiare, viaggiare. L’altro elemento chiave, capace di fare la differenza, è il movimento. Chi proseguiva con una costante perdita di peso consumava molte più calorie a settimana nell'attività fisica (1.835 contro 785) in confronto alle persone con peso stabile. E da qui si capisce che non basta stare in piedi piuttosto che seduti per combattere l’obesità: la sedentarietà deve essere sostituita con un’attività motoria che richiedano un certo dispendio energetico e non con altre attività statiche. 

Questo studio è il primo ad aver quantificato il tempo speso nelle diverse attività sedentarie fornendo così agli esperti di salute un’indicazione più precisa su quali siano i comportamenti più a rischio. 

«Questi risultati sono importanti per comprendere i comportamenti che possono migliorare il mantenimento della perdita di peso: uno di questi potrebbe essere quello di ridurre il tempo che si passa seduti e altre modalità di comportamento sedentario. Tuttavia, questo studio ha anche dimostrato che l'attività fisica è associata a un migliore mantenimento della perdita di peso. Pertanto, i risultati dimostrano che il semplice fatto di stare più in piedi piuttosto che seduti non basta per il mantenimento della perdita di peso, ma suggerisce piuttosto che il movimento sia la chiave per proseguire a perdere peso. Quindi, il messaggio è: sedersi di meno e muoversi di più» ha commentato John M. Jakicic a capo dello studio.