Un pacchetto di patatine? Mezz’ora di corsa. La proposta anti-obesità: indicare sulle confezioni quanta attività fisica serve per smaltire le calorie

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Un pacchetto di patatine? Mezz’ora di corsa. La proposta anti-obesità: indicare sulle confezioni quanta attività fisica serve per smaltire le calorie

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Il sistema è definito PACE acronimo di Physical Activity Calorie Equivalent associa ad ogni alimentando la quantità di attività fisica necessaria per smaltirlo.
di redazione

Una tavoletta di cioccolata, 22 minuti di corsa. Una bibita gassata, 26 minuti di camminata veloce. Un pacchetto di patatine in formato mini, 31  minuti di andatura rapida. Lo stesso calcolo si potrebbe fare con i cibi non confezionati. Quanta attività fisica serve per smaltire una pizza? Con un’ora di jogging ci si riesce a malapena. Conoscere il tipo di esercizio e la durata dell’allenamento necessari a bruciare le calorie consumate potrebbe invogliare le persone a fare scelte alimentari più sane. Per questo gli autori di uno studio appena pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health propongono di modificare le etichette degli alimenti mettendo in evidenza la quantità di calorie accanto ai minuti di camminata o di corsa che occorrono per consumarle. La strategia funzionerebbe molto meglio nel contrastare l’obesità delle attuali indicazioni nutrizionali che si sono dimostrate poco efficaci nel dissuadere i consumatori dall’acquisto di junk food o di alimenti eccessivamente ingrassanti. 

Secondo i ricercatori, l’operazione che traduce le calorie in un tot preciso di fatica e di sudore riuscirebbe a far rinunciare ogni persona a 195 calorie al giorno. 

Mettere in bella mostra il calcolo dell’attività fisica necessaria per fare in modo che le tentazioni della gola non abbiano effetti sulla bilancia è quindi una mossa vincente e gli esperti di salute pubblica impegnati a combattere l’obesità dovrebbero prenderla n considerazione, dicono gli autori dello studio. 

Almeno questo suggeriscono i risultati dell’analisi di 14 trial clinici randomizzati che hanno messo a confronto l’impatto di diversi tipi di etichette alimentari.  Ebbene, il sistema chiamato PACE (Physical Activity Calorie Equivalent) che prevede il ricorso a simboli facilmente interpretabili, come un omino che corre o che cammina, è quello più efficace: utilizzate sulle confezioni o sui menu dei ristoranti queste immagini permettono di consumare in media 65 calorie in meno a pasto. 

In generale, in confronto ai cibi venduti senza indicazioni nutrizionali o con altre etichette, il sistema PACE potrebbe potenzialmente evitare il consumo di 200 calorie al giorno. Un piccolo, ma significativo progresso.

È stato dimostrato, infatti, che anche una riduzione relativamente piccola dell'apporto calorico giornaliero (pari 100 kcal) combinata con un aumento dell'attività fisica regolare garantisce vantaggi alla salute dei singoli e potrebbe aiutare ad abbassare il tasso di obesità a livello di popolazione. 

«L’etichettatura PACE è una strategia semplice che potrebbe essere facilmente inclusa nelle confezioni per alimenti e bevande dai produttori, o inserita nelle etichette dei prezzi sugli scaffali dei supermercati e / o aggiunta ai menu nei ristoranti / fast-food. Le istituzioni che si occupano di sanità pubblica dovrebbero considerare la possibilità di adottare politiche che promuovano questo sistema come una strategia che contribuisce alla prevenzione e al trattamento dell'obesità e delle malattie correlate» concludono gli autori dello studio.