Pertosse: vaccinarsi in gravidanza per proteggere il bebè

La conferma

Pertosse: vaccinarsi in gravidanza per proteggere il bebè

La strategia di prevenzione indiretta dimezza i casi della malattia infettiva nei primi mesi di vita
redazione

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L’immunizzazione dovrebbe essere eseguita nel terzo trimestre di gravidanza. Così si ottimizza il passaggio di anticorpi dalla madre al feto riducendo del 75 per cento i ricoveri dei neonati. La prevenzione per via materna va incoraggiata.

Vaccinarsi durante la gravidanza contro tetano, pertosse e difterite per proteggere i bambini. È la strategia suggerita da uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine che ha dimostrato che l’immunità passa dalla mamma al feto dimezzando le probabilità che il neonato si ammali di pertosse  nei primi mesi di vita. Generalmente il vaccino Dtpa viene somministrato in una serie di dosi a due, quattro e sei mesi dalla nascita a cui seguono due richiami più avanti negli anni (a 6 anni e a 14 anni).

Nel 2013 gli statunitensi Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) avevano iniziato a raccomandare la somministrazione del vaccino contro tetano, difterite e pertosse a tutte le donne in gravidanza per trasmettere al feto gli anticorpi sviluppati in seguito all’immunizzazione materna. 

Alcuni studi immunologici avevano infatti dimostrato che le difese della madre contro la pertosse introdotte nell’organismo dal vaccino vengono trasferite al feto attraverso la placenta. Finora però mancavano dati sulla reale efficacia di questa strategia di prevenzione indiretta. Quanti casi di pertosse nei neonati vengono evitati vaccinando le mamme? A questa domanda ha risposto il team di epidemiologi guidati da Sylvia Becker-Dreps della Unc Gillings School of Global Public Health dopo aver raccolto informazioni su 675mila donne in gravidanza tra il 2010 e il 2014. 

I ricercatori hanno messo a confronto il numero di donne vaccinate, ricavando le informazioni dai rimborsi assicurativi,  con il numero di ricoveri a causa della pertosse di neonati fino a 18 mesi di età. I dati sono eloquenti: tra i piccoli nati da madri vaccinate si assiste a una riduzione del 75 per cento di ospedalizzazioni nei primi sei mesi di vita e  una riduzione del 46 per cento di tutti i casi di pertosse.

Inoltre, e si tratta di un aspetto non trascurabile, i bambini immunizzati per via materna non corrono il rischio di sviluppare risposte meno efficaci alla vaccinazione vera e propria come alcuni immunologi sospettavano. 

«Tutto ciò aggiunge ancora più benzina al fuoco per incoraggiare le donne a vaccinarsi durante la gravidanza - ha dichiarato Becker-Dreps - Molte donne hanno delle preoccupazioni riguardo ai vaccini in generale, ma la verità è che si può veramente mettere in pericolo il proprio bambino non eseguendo questo vaccino». 

Secondo i calcoli dei ricercatori, il periodo migliore per vaccinare le mamme è durante il terzo trimestre di gravidanza, almeno due settimane prima del parto. Con questa tempistica si ottimizzano i risultati dell’immunizzazione per via materna.  I dati del nuovo studio sono in accordo con le linee guida dei Cdc che invitano le donne incinte a vaccinarsi per tetano, difterite e pertosse tra la 27esima e la 36esima settimana di gravidanza.