Peso, pressione, colesterolo e glicemia. L'effetto yo-yo fa male anche se si è sani

Lo studio

Peso, pressione, colesterolo e glicemia. L'effetto yo-yo fa male anche se si è sani

Le oscillazioni aumentano il rischio di morte prematura, infarto e ictus
redazione

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Per la salute cardiovascolare è meglio la monotonia. Le oscillazioni del peso, della pressione, del colesterolo e della glicemia aumentano il rischio di moerte prematura, infarto e ictus. Lo studio su Circulation

L’effetto yo-yo fa male al cuore. Le eccessive variazioni nei valori della pressione sanguigna e nei livelli di colesterolo e glicemia aumentano infatti il rischio di infarto, ictus e morte prematura. Lo ha dimostrato per la prima volta uno studio pubblicato su Circulation, rivista dell’American Heart Association, che ha analizzato i dati di 6milioni e 700mila persone raccolti dai database della previdenza sanitaria coreana. 

I partecipanti erano in buone condizioni di salute, non avevano avuto infarti, non soffrivano di diabete o di ipertensione e non avevano valori alti di colesterolo all’inizio dello studio.

Il campione è stato sottoposto ad almeno tre controlli medici durante il periodo di osservazione, dal 2005 al 2012, durante i quali venivano raccolte informazioni sul peso, la glicemia a digiuno, la pressione sistolica e il colesterolo totale. 

Il dato che più interessava i ricercatori era quello sulle oscillazioni dei valori, tutte le variazioni dei fattori di rischio, sia nel bene che nel male. Tra i partecipanti,  la maggiore variabilità dei parametri è stata osservata nelle persone più grandi di età e di sesso femminile. Ebbene, è emerso che qualunque tipo di fluttuazione, anche verso valori migliori, aveva un impatto negativo sulla salute cardiovascolare. 

«I nostri risultati - scrivono i ricercatori - suggeriscono che una considerazione attenta della variabilità dei parametri metabolici è importante quando si tratta di individuare la popolazione a rischio di morte prematura, anche tra gli individui senza comorbidità». 

Il cuore, insomma, sembrerebbe preferire la monotonia ai grandi cambiamenti. In confronto alle persone con valori stabili, le persone con ampie oscillazioni del peso, della pressione, del colesterolo e della glicemia aumentavano il rischio di morte prematura del 127 per cento, di infarto del 43 per cento e di ictus del 41 per cento. 

«Il personale sanitario dovrebbe prestare attenzione alla variabilità delle misure della pressione sanguigna, del colesterolo e del glucosio, così come del peso corporeo - ha dichiarato Seung-Hwan Lee, M.D., Ph.D., professore di endocrinologia al College of Medicine della Catholic University of Korea a Seoul e principale autore dello studio - Cercare di stabilizzare questi valori può rappresentare un passo importante per aiutare a migliorare la loro salute». 

I ricercatori riconoscono i punti di forza, ma anche i limiti del loro lavoro. 

«Questo - scrivono gli scienziati - è il primo studio che esamina la variabilità di diversi parametri metabolici e gli esiti sulla salute cardiovascolare in un campione ampio di popolazione utilizzando un database nazionale longitudinale ben consolidato e validato su 5 anni». Ma la ricerca merita attenzione anche perché è stata condotta su persone sane e con misurazioni dirette dei parametri. Restano però ancora alcuni punti da chiarire: gli scienziati non conoscono per esempio le cause del cambiamento dell’indice di massa corporea. Non si può escludere che un eccessivo dimagrimento o al contrario un aumento eccessivo del peso siano stati provocati da qualche altro disturbo che potrebbe avere avuto effetti negativi sul cuore. 

Infine, bisogna ricordare che lo studio è di tipo osservazionale e che non può stabilire un rapporto di causalità diretto tra le oscillazioni dei parametri e il maggiore rischio di eventi cardiovascolari.