Più complicanze alla nascita se il papà è in là negli anni

L'età conta

Più complicanze alla nascita se il papà è in là negli anni

Se il papà ha più di 45 anni il bambino rischio di nascere prematuro e soffrire di complicanze
redazione

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L'età del padre conta per la salute dei bambini. È un aspetto di cui tenere conto visto che l’età in cui le coppie hanno il primo figlio nei  Paesi occidentali continua a crescere. In Usa quasi 1 bambino su 10 ha da un padre ultraquarantenne alla nascita

Fare i figli quando cominciano ad arrivare i capelli bianchi comporta dei rischi per la gravidanza e per il neonato. Vale per le donne, ma anche per gli uomini. Un nuovo studio pubblicato sul Bmj dimostra che rimandare la paternità ha effetti negativi sulla salute dei figli e, sorprendentemente, anche su quella delle donne in dolce attesa. 

L’età in cui le coppie hanno il primo figlio negli Usa come negli altri Paesi occidentali, continua a crescere. Il numero di bambini nati da madri con più di 35 anni è aumentato del 2 per cento ogni anno a partire dagli anni Settanta. E la percentuale di neonati con padri ultra quarantenni è raddoppiata nello stesso periodo di tempo, arrivando al 9 per cento dei giorni nostri.  

«Sebbene gli effetti dell'età materna avanzata sulla salute del neonato - scrivono i ricercatori -  siano stati ampiamente studiati, la ricerca sull'impatto dei padri in età avanzata sulla salute della prole è stata limitata principalmente al rischio di malattia congenita». 

Per conoscere meglio gli effetti della paternità matura sui neonati e sulle donne in gravidanza,  i ricercatori della Stanford University in California hanno analizzato i dati di tutte le nascite avvenute negli Usa tra il 2007 e il 2016 (più di 40milioni). 

Scoprendo che un aumento dell’età dei padri corrisponde a un aumento del rischio di nascite premature, di un peso ridotto alla nascita e della necessità di interventi terapeutici dopo il parto, tra cui il ricorso alla ventilazione assistita, il ricovero in unità di terapia intensiva neonatale o la prescrizione di antibiotici. 

Dopo aver tenuto conto di tutti i fattori che avrebbero potuto influenzare il risultato dell’analisi, primo tra tutti l’età della madre, gli scienziati hanno calcolato l’impatto della paternità in età avanzata su vari aspetti della salute dei figli, in primo luogo, ma anche della partner.

I bambini nati da uomini con più di 45 anni di età nascono in media 0,12 settimane prima, hanno il 14 per cento di probabilità in più di nascere prematuramente (prima delle 37 settimane) e di essere sottopeso rispetto ai figli di uomini tra i 25 e i 34 anni. Non solo: i neonati con i papà over 45 hanno il 14 per cento di probabilità in più di essere ricoverati nelle unità di terapia intensiva e il 18 per cento di probabilità in più di avere convulsioni rispetto ai figli di papà più giovani. 

Quando poi l’età del padre supera i 55 anni, i neonati ottengono un punteggio inferiore nel test di Apgar, la valutazione dei parametri di salute del bambino subito dopo la nascita. 

Ma anche la salute della donna incinta può essere influenzata dall’età dell’uomo. Dall’indagine dei ricercatori di Stanford è infatti emerso che quando l’uomo supera i 55 anni le donne incinte hanno il 34 per cento di probabilità in più di soffrire di diabete gestazionale.

Il fenomeno è in parte spiegabile, secondo gli scienziati, con le mutazioni epigenetiche che lo sperma subisce con l’avanzare degli anni. Queste mutazioni sarebbero responsabili, tra le altre cose, di un’eccessiva crescita del feto, a sua volta associata a un aumento del rischio di diabete gestazionale. 

I ricercatori sono i primi a voler attribuire il giusto peso alle loro scoperte e a riconoscere che in termini assoluti l’impatto dell’età avanzata dei padri sulla salute dei neonati è di dimensioni modeste. A livello di popolazione però gli effetti sono più evidenti e non dovrebbero essere trascurati. 

«Un numero significativo di questi effetti negativi alla nascita si potrebbero prevenire se gli uomini scegliessero di avere figli prima dei 45 anni. I rischi associati a un’età paterna avanzata dovrebbero essere inclusi nelle discussioni sulla pianificazione famigliare e nelle consulenze sulla salute riproduttiva».