Più è meglio. Le nuove raccomandazioni sull’attività fisica invitano a non accontentarsi

Le linee guida

Più è meglio. Le nuove raccomandazioni sull’attività fisica invitano a non accontentarsi

Nelle nuove linee guida dell’Oms c’è l’invito esplicito a fare di più. Perché così si hanno maggiori probabilità di compensare i danni della sedentarietà. Per la prima volta vengono date indicazioni specifiche per le persone con malattie croniche, per le donne in gravidanza e per le neo-mamme

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Immagine: Peter van der Sluijs, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

More is better. Il messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non poteva essere più chiaro: le nuove linee guida sull’attività fisica danno indicazioni precise sulla quantità ideale di movimento da svolgere settimanalmente, ma gli stessi autori dicono che superarle sarebbe ancora meglio. È la prima volta che viene lanciato l’invito esplicito a oltrepassare l’asticella fissata dagli esperti. L’appello dell’Oms a muoversi il più possibile, anche oltre la quantità ideale stabilita dalla scienza, appare anche nell’ultimo numero del British Journal of Sports Medicine interamente dedicato alle nuove raccomandazioni internazionali. Gli esperti dell’Oms (40 in tutto di sei continenti), che hanno aggiornato dopo 10 anni le indicazioni sull’attività motoria, spingono tutti gli adulti a dedicare almeno 150-300 minuti a settimana a un’attività fisica moderata e suggeriscono ai bambini e agli adolescenti di svolgere 60 minuti al giorno di esercizio aerobico. 

Va bene qualunque attività, camminare, salire le scale, le faccende domestiche, l’allenamento in palestra. L’importante è ridurre il più possibile la sedentarietà. Che è tra i principali fattori di rischio di morte prematura, come viene periodicamente ricordato da qualche studio sull’argomento. L’ultimo, pubblicato sempre sul numero speciale del British Journal of Sports Medicine, ha coinvolto più di 44mila persone di quattro Paesi. I dati estratti dai dispositivi di monitoraggio del movimento hanno ancora una volta dimostrato i danni alla salute dell’inattività. Danni che possono essere compensati svolgendo un’attività fisica da moderata a intensa per 30-40 minuti al giorno. Ed è vero che più ci si muove più ci si guadagna in salute, ma è altrettanto vero che muoversi un po’ è meglio che non muoversi per niente, specificano gli esperti dell’Oms. 

L’attività fisica fa bene ai singoli individui, perché migliora la salute fisica e mentale, ma fa bene anche al Pil dei Paesi. Una popolazione in forma richiede meno assistenza sanitaria, è più produttiva e lo è più a lungo. 

Secondo quanto riportato da un altro studio ospitato sulla stessa rivista, con un’attività fisica regolare di 150 minuti a settimana il prodotto interno lordo globale aumenterebbe tra lo 0,15 e lo 0,24 per cento l’anno da ora fino al 2050, con un guadagno di circa 400miliardi all’anno. 

Tornando alle linee guida dell’Oms, la nuova edizione ribadisce l’importanza dell’attività aerobica e di potenziamento muscolare e per la prima volta contiene raccomandazioni specifiche per alcune categorie di persone come i pazienti con malattie croniche, le donne incinte e le neo-mamme. 

Ricapitoliamo in sintesi cosa tutte le persone, indipendentemente dall’età, dovrebbero fare: 150–300 minuti di intensità moderata, o 75–150 minuti di attività fisica di elevata intensità settimana in aggiunta a esercizi di potenziamento muscolare a intensità moderata o elevata 2 o più giorni alla settimana. Ma “strafare”, superando questa soglia, sarebbe ancora meglio per arrivare a compensare i danni di una sedentarietà prolungata. 

Dopo i 65 anni bisognerebbe aggiungere gli esercizi specifici per l’equilibrio e dedicare almeno tre giorni alla settimana agli allenamenti per rafforzare la muscolatura. Le donne dovrebbero svolgere un'attività fisica regolare durante la gravidanza e dopo il parto, alternando attività aerobica, potenziamento muscolare e stretching.

«Queste linee guida sono molto tempestive, dato che siamo nel mezzo di una pandemia globale, che ha obbligato le persone a stare in casa per lunghi periodi e ha favorito un aumento della sedentarietà. Ma non è troppo yardi per proteggere la propria salute e compensare gli effetti dannosi dell'inattività fisica. Come sottolineano queste linee guida, tutta l'attività fisica conta e in qualsiasi quantità è meglio di niente. Ci sono molte possibilità di muoversi anche all’interno delle case che non richiedono grandi spazi o attrezzature, come salire le scale, giocare con bambini o animali domestici, ballare o seguire lezioni di yoga o pilates online», ha commentato Emmanuel Stamatakis, dell'Università di Sydney, co-editor del numero speciale.