Per proteggere lo smalto i dentifrici da soli non bastano

La delusione

Per proteggere lo smalto i dentifrici da soli non bastano

Un test su otto prodotti ha dimostrato che le promesse pubblicitarie non vengono mantenute
redazione

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Uno studio che ha testato l’efficacia anti-erosiva dei dentifrici invita a fidarsi poco della pubblicità. Le promesse degli slogan non vengono mantenute. Per evitare la perdita di smalto c’è bisogno del dentista e della dieta. Lavarsi i denti non basta

Denti bianchi, denti sani, denti forti.  Quanto c’è di vero negli slogan pubblicitari dei dentifrici? Non molto secondo i ricercatori dell’Università di Berna in Svizzera che in collaborazione con la São Paulo Research Foundation hanno messo alla prova otto dentifrici diversi che sostengono di proteggere lo smalto e prevenirne l’erosione.  

Nessuno di questi prodotti manteneva le promesse. Lo studio pubblicato su Scientific Reports, diciamolo subito, non boccia del tutto i dentifrici, ma dimostra che da soli non bastano. Per avere un sorriso smagliante bisogna andare periodicamente dal dentista, seguire i consigli dello specialista e stare attenti alla dieta.  I cibi acidi, per esempio, sono nemici dello smalto. 

Gli scienziati hanno valutato l’efficacia di 8 dentifrici che millantavano proprietà anti-erosive in vendita nelle farmacie e nei supermercati in Brasile e in Europa mettendoli a confronto con una pasta placebo. 

Per il test si è ricorsi a una simulazione su denti umani premolari donati alla ricerca. Una volta al giorno per cinque giorni consecutivi uno spazzolino da denti meccanico distribuiva il dentifricio sulla superficie dei denti entrati a contatto con una soluzione acida. La saliva artificiale contribuiva a rendere ancora più realistico l’esperimento. Gli scienziati hanno condotto analisi chimiche e fisiche dei prodotti per l’igiene dentale scoprendone le differenze. 

«Abbiamo utilizzato un test di microdurezza per calcolare la perdita di smalto dovuta alla spazzolatura con i dentifrici testati - ha spiegato  Samira Helena João-Souza dell’Università di San Paola e principale autore dell’articolo -  l'analisi chimica consisteva nel misurare il pH del dentifricio e i livelli di stagno, calcio, fosfato e fluoruro». 

I ricercatori hanno poi analizzato le proprietà fisiche dei dentifrici osservando il modo in cui la pasta si mischia alla saliva e si distribuisce sui denti.

Gli otto dentifrici avevano caratteristiche fisiche e chimiche diverse, ma si somigliavano tutti per un aspetto: nessuno di loro era riuscito a evitare l’erosione dello smalto durante il periodo di osservazione. 

Nessuno si è dimostrato migliore degli altri. E tutti hanno ottenuti risultati simili al dentifricio di controllo. 

In conclusione, i ricercatori sostengono che i dentifrici non possono da soli  fare molto per evitare la perdita di smalto sulla superficie dei denti.

«L’erosione dentale è un processo multifattoriale - scrivono i ricercatori - che ha a che fare con l’uso dello spazzolino ma soprattutto con la dieta. I cibi e le bevande sono sempre più acide in seguito ai processi industriali». 

L’erosione dello smalto è un processo cronico dovuto alla corrosione degli acidi e, a differenza delle carie, non dipende da infezioni batteriche. Può provocare fastidi quando i denti entrano a contatto con alimenti troppo freddi o troppo caldi. Come rimediare?

Chi sperava di potersela cavare con l’acquisto di un dentifricio dovrà ricredersi. Lavarsi i denti non basta.