Quei piccoli problemi alla nascita che non devono essere sottovalutati

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Quei piccoli problemi alla nascita che non devono essere sottovalutati

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In confronto a un neonato con un punteggio massimo al primo minuto di vita, chi ottiene un 9 corre un rischio di 1,5 volte superiore di infezione
di redazione

Se fossero voti scolastici ci sarebbe da festeggiare. Ma un “7”, un “8” o un “9” ottenuti nel punteggio Apgar non meritano la stessa entusiastica accoglienza. Secondo uno studio pubblicato sul Bmj, infatti, i neonati che nel primo esame della loro vita non ottengono il punteggio massimo sono più esposti al rischio di malattie e anche di morte. Il rischio non è alto, rassicurano i ricercatori, ma merita comunque di essere preso in considerazione. 

L’indice Apgar, che deve il nome a Virginia Apgar, il medico statunitense che lo ha messo a punto nel 1952, è un sistema di valutazione rapido ed efficace delle condizioni di salute di un bambino appena nato a uno, cinque e dieci minuti dopo il parto basato sulla misura di cinque parametri vitali: frequenza cardiaca, ritmo respiratorio, reazione agli stimoli, colorito cutaneo, tono muscolare. A ogni voce viene assegnato un punteggio da 0 a 2, i punteggi inferiori a 7 vengono considerati anormali e sono generalmente associati a un rischio maggiore di infezioni, a problemi respiratori, a deficit neurologici, epilessia o paralisi cerebrale. Finora nessuno studio aveva analizzato le conseguenze sulla salute dei neonati di quei tre “bei voti” leggermente inferiori al punteggio massimo, considerati all’interno del range della normalità. 

A colmare la lacuna ci hanno pensato i ricercatori del Karolinska Institutet di Svezia, analizzando i dati di 1,5 milioni di bambini nati a termine tra il 1999 e il 2016. Le condizioni di salute dei piccoli con punteggi Apgar di 7, 8 e 9 sono state messe a confronto con quelle di neonati con parametri vitali meritevoli di un 10. 

Dopo aver preso in considerazione gli altri fattori che avrebbero potuto condizionare i risultati, come l’età, l’indice di massa corporea e lo stile di vita della madre, i ricercatori hanno osservato che i punteggi pari a 7,8 e 9 ottenuti uno, cinque e dieci minuti dopo la nascita erano fortemente associati a un maggior rischio di infezioni, problemi respiratori, danni cerebrali dovuti a un mancato apporto di ossigeno, bassi livelli di glucosio, rispetto ai neonati valutati con un 10 pieno. 

Per esempio, in confronto a un neonato con un punteggio massimo al primo minuto di vita, chi ottiene un 9 corre un rischio di 1,5 volte superiore di infezione. Se il punteggio rimane lo stesso al quinto e al decimo minuto, il pericolo aumenta rispettivamente di 2,1 volte e di 3,3. 

Rischiano qualche complicazione di salute in più anche i bambini che ottengono il punteggio massimo Apgar a un minuto, ma scendono a 9 nella valutazione a 5 minuti, rispetto a quelli che si mantengono stabili sul 10 in tutte e tre le misurazioni.  

«Punteggi Apgar nel range di normalità diversi da 10 sono fortemente associati a mortalità neonatale e morbidità. Questa associazione diventa ancora più forte al passare del tempo dopo la nascita», concludono i ricercatori. I nostri risultati forniscono prive evidenti per affermare che il punteggio Apgar ottimale è 10 in qualunque momento», concludono i ricercatori.