Respirare aria inquinata da bambini aumenta il rischio di soffrire di disturbi psichici da adulti

L’associazione che non c’è

Respirare aria inquinata da bambini aumenta il rischio di soffrire di disturbi psichici da adulti

I bambini esposti a elevati livelli di ossido di azoto hanno maggiori probabilità di sviluppare ansia, depressione ma soprattutto psicosi in età adulta. Potrebbe dipendere dalla capacità di sostanze tossiche come l’ossido di azoto di compromettere lo sviluppo del sistema nervoso centrale

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Immagine: Dipra Shrestha, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Depressione, ansia, disturbi dell’alimentazione, psicosi. Come al solito c’è di mezzo l’infanzia e l’adolescenza, ma questa volta non per le ragioni che ci si aspetterebbe. A favorire l’insorgere dei disturbi psichiatrici in età adulta è, sorprendentemente, l’inquinamento atmosferico. Secondo uno studio pubblicato su JAMA Network Open chi da piccolo ha respirato elevate quantità di poveri sottili ha maggiori probabilità di sviluppare una malattie mentale più avanti negli anni. I fattori di rischio principali restano i soliti, episodi traumatici o una famigliarità con la malattia mentale, ma anche l’esposizione alle sostanze inquinanti come l’ossido di azoto può avere un impatto sulla salute mentale.  

I ricercatori della Duke University hanno monitorato la crescita di 2mila gemelli nati tra il 1994 e il 1995 dalla prima infanzia fino all’età adulta. 

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti periodicamente a test psicologici e ad analisi cliniche. 

I livelli di ossido di azoto e di Pm2,5 a cui sono stati esposti i ragazzi tra i 10 e i 18 anni sono stati ricostruiti a ritroso grazie ai dati archiviati nei database delle centraline di controllo dell’inquinamento. 

Il 22 per cento dei partecipanti allo studio è stato esposto a livelli di ossido di azoto superiori alla soglia stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come sicura, mentre l’84 per cento ha inalato polveri sottili in quantità superiore a quella prevista dalle linee guida sulla qualità dell’aria. 

I dati sull’inquinamento sono stati messi a confronto con l’insorgere di una serie di sintomi psichiatrici all’età di 18 anni, come dipendenza da alcolici o da sostanze stupefacenti, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, depressione, ansia, disturbi alimentari, psicosi. 

Dall’analisi dei dati è emerso che l’inquinamento atmosferico è associato maggiormente alle psicosi caratterizzate da disturbi del pensiero, come allucinazioni e deliri. 

È legittimo chiedersi, e gli scienziati stessi lo hanno fatto, se i risultati non possano essere condizionati da altri fattori. Generalmente a vivere nelle aree più inquinate sono le famiglie più povere con un maggior disagio sociale e, almeno in teoria, più esposte al rischio di disturbi psichiatrici. Ma i ricercatori hanno escluso che le caratteristiche del quartiere abbiano avuto un impatto sui risultati. L’inquinamento resta un fattore di rischio indipendente. 

«Abbiamo identificato quello che è essenzialmente un nuovo fattore di rischio per la maggior parte delle principali forme di malattia mentale, un fattore che è modificabile e su cui possiamo intervenire a livello di intere comunità, città e / o persino paesi», ha dichiarato Aaron Ruben a capo dello studio. 

Ancora non è chiaro come mai l’inquinamento dell’aria possa favorire l’insorgere di un disturbo psichiatrico. Potrebbe darsi che le sostanze chimiche inalate interferiscano con il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale compromettendo la capacità di controllare le emozioni e i pensieri.