Il rischio di diventare fumatori da adulti si impenna per i ragazzi che svapano

Lo studio

Il rischio di diventare fumatori da adulti si impenna per i ragazzi che svapano

Dalle sigarette elettroniche a quelle tradizionali il passo è breve. Soprattutto se si comincia a svapare prima dei 18 anni. In questo caso si aumenta di tre volte il rischio di diventare dipendenti dalle sigarette tradizionali una volta diventati adulti

di redazione

Si pensava che le sigarette elettroniche aiutassero a smettere di fumare, invece sembra che addirittura invoglino a iniziare. Così almeno suggeriscono i risultati di uno studio condotto dall’Università di San Diego appena pubblicato su Pediatrics. Chi comincia a svapare prima dei 18 anni ha alte probabilità di diventare un fumatore incallito di sigarette da adulto.

«Questo è il primo studio che analizza effettivamente la progressione alla dipendenza di fumo di sigaretta tra i giovani adulti. Secondo i dati, le sigarette elettroniche aprono la strada al fumo quotidiano di sigarette», ha detto il John P. Pierce, primo autore dello studio. 

I ricercatori hanno utilizzato i dati del Population Assessment of Tobacco and Health (PATH) Study, uno studio longitudinale sugli effetti del fumo condotto su un campione di persone tra i 12 e i 24 anni tra il 2013 e il 2014. Tutti i partecipanti sono stati monitorati attraverso questionari periodici per quattro anni. Dall’analisi è emerso che chi aveva usato le sigarette elettroniche aveva una probabilità di tre volte superiore di diventare un fumatore quotidiano di sigarette in futuro. 

Lo studio è particolarmente interessante perché segue passo dopo posso l’evoluzione della dipendenza dal tabacco. Nel corso del primo anno di osservazione il 45 per cento dei partecipanti aveva dichiarato di aver fatto uso di almeno un prodotto del tabacco (sigari, sigarette, sigarette elettroniche ecc..). Giunti al quarto anno dello studio il 62 per cento del campione affermava di aver provato qualche prodotto a base di tabacco. Il 73 per cento di questa categoria aveva fumato sigarette tradizionali e il 72 per cento sigarette elettroniche.  Più della metà aveva provato i cigarillo o aveva fumato il tabacco con il narghilè. Oltre il 10 per cento dei partecipanti allo studio aveva consumato sigari tradizionali, sigari filtrati, prodotti senza fumo, pipe e tabacco umido in polvere (snus). 

Mettendo insieme i dati è emerso che dopo quattro anni il 12 per cento dei partecipanti era dipendente dal tabacco e usava qualche prodotto del tabacco quotidianamente. La metà dei casi di dipendenza era già presente alla fine del primo anno dello studio. 

Il 70 per cento dei consumatori quotidiani di tabacco fumava sigarette, per lo più (il 63 per cento) in maniera esclusiva.

«Quello che abbiamo osservato è che la percentuale di consumatori quotidiani di sigarette elettroniche non è aumentata con l'età. Mentre per quanto riguarda le sigarette le sigarette il numero di consumatori aumenta rapidamente con l’età. Questo rapido aumento si è verificato solo con le sigarette, non con altri prodotti del tabacco», ha commentato Pierce. 

I risultati dell’indagine dicono anche che più prodotti si sperimentano più aumenta il rischio di diventare dipendenti dalla nicotina. Meno dell’1 per cento dei partecipanti allo studio che ha sperimentato un solo prodotto del tabacco è passato al fumo quotidiano di sigaretta. Mentre le persone che avevano provato cinque o più prodotti hanno aumentato il rischio di diventare fumatori quotidiani di sigarette di 15 punti percentuali. Conta anche quando si comincia. Chi sperimenta il tabacco da adolescente è più a rischio di diventare un fumatore dipendente da adulto. «Sappiamo che l'uso di sigarette elettroniche tra i ragazzi più grandi delle scuole superiori, la maggior parte di età inferiore ai 18 anni, è aumentato dal 38 per cento nel 2016 al 45 per cento nel 2019. Questi risultati suggeriscono che la recente rapida crescita dell'uso di sigarette elettroniche negli adolescenti porterà a un aumento del fumo di sigaretta tra i giovani adulti negli Stati Uniti, invertendo decenni di riduzione del fumo di sigaretta», ha commentato  Karen Messer, professore presso la UC San Diego Herbert Wertheim School of Public Health e autore senior dello studio.