La rivincita dei palestrati: farsi i muscoli riduce il rischio di ictus e infarto

Il legame

La rivincita dei palestrati: farsi i muscoli riduce il rischio di ictus e infarto

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Dai 30 anni in poi la muscolatura tende progressivamente a ridursi a un ritmo del 3 per cento ogni 10 anni. I muscoli "coltivati" in giovane età potrebbero costituire una riserva da usare quando si è in là con gli anni
di redazione

La rivincita dei palestrati. Gli uomini di mezza età assidui frequentatori delle sale pesi hanno una ragione in più per prendersi cura di bicipiti e addominali: non c’è in ballo solo l’aspetto fisico, facendosi i muscoli riducono notevolmente il rischio di infarto e ictus negli anni a venire. Lo ha dimostrato uno studio appena pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health che associa il volume della massa muscolare conquistato intorno ai 45 anni con le probabilità di malattie cardiovascolari nei decenni successivi. 

Irrobustire la muscolatura prima dei 50 anni è un buon investimento per il futuro: i più muscolosi arrivano a ridurre il rischio di infarto e ictus dell’81 per cento. Vale però solo per i maschi. 

I ricercatori hanno monitorato per 10 anni la salute di più di mille persone che avevano 45 anni e più nel 2001-2002. Tutti i partecipanti hanno fornito all’inizio dello studio informazioni sul loro stile di vita e la loro salute (alimentazione, attività fisica, indice di massa corporea, pressione arteriosa, colesterolo). Nessuno di loro soffriva di malattie cardiache all’epoca del reclutamento per l’indagine. Durante il periodo di osservazione sono stati registrati  272 casi di eventi cardiovascolari.

Gli uomini avevano una probabilità quattro volte superiore di sviluppare malattie cardiache rispetto alle donne e il volume dei muscoli faceva la differenza. Non è un caso che il minor numero di casi di ictus o infarto sia avvenuto proprio tra le persone più muscolose. 

I più palestrati, quelli che ignorando le accuse di essere “tutto muscoli e niente cervello” si erano diligentemente impegnati a potenziare bicipiti, tricipiti, quadricipiti e via dicendo si erano assicurati un cuore in buona salute, riducendo dell’81 per cento il rischio di ictus e infarto e riducendo notevolmente le probabilità di sviluppare diabete, ipertensione  e obesità. 

L’associazione tra muscoli e cuore sembrerebbe però valere solo per gli uomini. La disparità di genere potrebbe dipendere dal fatto che generalmente il volume della massa muscolare dei maschi è superiore a quello delle femmine, oppure potrebbe spiegarsi con le differenze ormonali tra i sessi nel periodo dell’invecchiamento. 

Dai 30 anni in poi la muscolatura tende progressivamente a ridursi a un ritmo del 3 per cento ogni 10 anni. È stato dimostrato in precedenti studi che il declino muscolare aumenta il rischio di disabilità e di morte. Basti pensare che uno scheletro non sorretto da muscoli  è maggiormente esposto al pericolo di fratture, a loro volta associate a un maggior rischio di morte prematura. «La prevenzione del declino della massa muscolare, che sta diventando sempre più prevalente tra le persone di mezza età e più grandi, può rappresentare un modo efficace per promuovere la salute cardiovascolare», concludono gli autori.  Ben venga quindi la crisi di mezza età che spinge gli uomini a iscriversi in palestra.