Sì, chi soffre di malattie cardiache può fare sport

Via libera

Sì, chi soffre di malattie cardiache può fare sport

L’attività fisica non solo previene le malattie cardiache ma riduce la mortalità nelle persone con una patologia in corso. Le nuove linee guida dell’European Society of Cardiology aiutano a scegliere lo sport giusto per il paziente giusto

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Immagine: Peter van der Sluijs / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
di redazione

Fare senza strafare. Che significa svolgere almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana con esercizi che accelerano il battito cardiaco a un livello però che consenta di tenere una conversazione. 

È quanto viene raccomandato alle persone affette da una malattia cardiaca dalla task force della European Society of Cardiology (ESC) chiamata a rispondere a un quesito finora rimasto senza una risposta esaustiva: una persona che soffre di una malattia cardiaca può fare sport? 

La risposta è sì, e viene elaborata nel dettaglio nelle nuove linee guida su sport e malattie cardiache appena pubblicate sull’European Heart Journal. Cominciamo dalla malattia cardiaca più diffusa, la malattia coronarica. Ebbene, gli esperti affermano che la maggior parte delle persone con malattia coronarica può praticare sport agonistici o amatoriali dopo avere concordato con il proprio medico l’intensità e la frequenza degli allenamenti. 

«L’attività fisica regolare non solo previene le malattie cardiache, ma riduce anche la morte prematura nelle persone con malattie cardiache diagnosticate. La possibilità che l'esercizio inneschi un arresto cardiaco o un infarto è estremamente bassa», ha affermato Sanjay Sharma, professore di cardiologia dello sport e malattie cardiache ereditarie al St. George's, University of London, a capo del gruppo di ricerca che ha redatto le  linee guida.

Nel documento vengono contemplate diverse casistiche, dallo sport in gravidanza, all’attività fisica ad alta quota o in acque profonde, agli esercizi in ambienti inquinati come una città trafficata. A questo proposito, gli esperti sostengono che sia altamente improbabile che i fumi delle auto riducano i benefici dell'attività fisica per la salute del cuore. Il messaggio chiave, quindi, è che esercitarsi in sicurezza è possibile e va fatto.  In linea generale le raccomandazioni per chi soffre di malattie cardiache sono esattamente le stesse destinate a tutte le persone adulte in salute: una regolare e moderata attività fisica ogni giorno o quasi. Poi però ci sono gli sport giusti per i pazienti giusti.

Pere esempio: le persone obese o con ipertensione o diabete, dovrebbero svolgere esercizi di potenziamento della forza muscolare (ad esempio, sollevamento di pesi leggeri) almeno tre volte a settimana in aggiunta a un’attività aerobica moderata o intensa, come andare in bicicletta, correre o nuotare.

Anche le persone con pacemaker possono svolgere attività sportiva (ad eccezione degli sport di collisione) dopo aver scelto con il medico lo sport più indicato in base alla malattia sottostante.

«L’attività fisica fa bene a tutti coloro che soffrono di malattie cardiache e anche in piccole quantità è utile. Ci auguriamo che queste linee guida aiutino i pazienti e i loro medici a scegliere le attività più indicate e più piacevoli per loro», conclude Antonio Pelliccia, responsabile del reparto di Cardiologia dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport a Roma e coordinatore della task force che ha redatto le linee guida.