Sì, un forte stress fa male al cuore

Il legame

Sì, un forte stress fa male al cuore

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Possono esserci molti modi attraverso cui lo stress aumenta il rischio cardiovascolare: aumenta la pressione arteriosa, innesca processi infiammatori, favorisce l'adozione di stili di vita poco salutari.
di redazione

Lo stress successivo a un trauma aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. Un lutto, la diagnosi di una malattia, un terremoto, una violenza e altri eventi dal forte impatto psicologico possono avere gravi conseguenze sul cuore: nei primi sei mesi dalla diagnosi del disturbo psichiatrico c’è un elevato pericolo di arresto cardiaco o infarto. 

A sostenerlo è uno studio svedese pubblicato sul British Medical Journal che si distingue dalle tante ricerche precedenti che avevano già osservato l’associazione tra stress e malattie cardiache per l’ampiezza del campione coinvolto e la varietà dei disturbi da stress analizzati, non limitandosi esclusivamente al disturbo da stress post traumatico. 

I ricercatori hanno confrontato i dati sulla salute di 136mila persone con una diagnosi di disturbo da stress tra il 1987 e il 2013 con quelli di  altri due gruppi.  Il primo gruppo, costituito da 171 mila fratelli di quei pazienti non coinvolti nel trauma dei parenti, è stato scelto per escludere fattori genetici nell’insorgere della malattia. Il secondo gruppo di controllo era formato da un milione e trecentomila persone non affette da stress selezionate casualmente tra la popolazione generale. 

Dall’analisi è emerso che lo stress provocato da eventi traumatici è associato a un aumento del rischio di molti tipi di malattie cardiovascolari, specialmente nel corso del primo anno successivo alla diagnosi: in confronto ai fratelli liberi da stress, le persone con una diagnosi di disturbo da stress hanno un rischio del 64 per cento superiore di soffrire di malattie cardiovascolari. Un risultato simile si ottiene dal confronto con la popolazione generale. 

Lo stress è un fattore di rischio considerevole soprattutto per le persone più giovani. Sono gli adulti al di sotto dei 50 anni a rischiare maggiormente un evento cardiovascolare nel periodo successivo a un trauma. Insufficienza cardiaca e la formazione di coaguli di sangue tra gli eventi più frequenti nel primo anno dalla diagnosi da stress. 

A seconda del tipo di fattore stressante, dei sintomi riportati e della loro durata, i disturbi da stress sono principalmente classificati come reazione acuta da stress, disturbo da stress post-traumatico (Ptsd) e disturbo dell’adattamento. La maggior parte degli studi condotti finora si erano concentrati sul disturbo da stress post-traumatico e sulle sue conseguenze per la salute. Particolarmente “sfruttati” per questo tipo di ricerche sono stati i veterani americani.

Lo studio svedese invece allarga il campo di indagine includendo l’intera gamma dei disturbi da stress e altre categorie di persone. 

«I nostri risultati invitano a una maggiore consapevolezza clinica e se confermati spingono a un monitoraggio e al ricorso a interventi tempestivi nei pazienti con una diagnosi recente di disturbo da stress», scrivono i ricercatori. 

La natura osservazionale dello studio non permette di stabilire un legame di causa ed effetto tra lo stress e il rischio cardiovascolare, né di conoscere il meccanismo alla base dell’associazione. 

Tuttavia alcune ipotesi possono essere avanzate. Per esempio può darsi che gli effetti fisiologici di uno stress acuto, come l’aumento della pressione arteriosa, favoriscano l’insorgere di disturbi cardiovascolari. 

Lo stress è inoltra associato a processi infiammatori, disfunzioni metaboliche e anomalie neurochimiche con un riconosciuto impatto sul cuore e il sistema circolatorio. Infine, non può essere ignorato il fatto che lo stile di vita di una persona sotto stress è spesso poco salutare. Eccessivo consumo di alcol, fumo e carenza di sonno sono tra le cattive abitudini più frequenti tra chi ha subito un trauma e fattori di rischio assodati per il sistema cardiovascolare. 

«Visto che le nostre analisi hanno dimostrato che i pazienti con disturbi legati allo stress, diversi dal Ptsd,  corrono un rischio notevolmente superiore di eventi cardiovascolari avversi, ulteriori studi con uno spettro più ampio di ricerca sono giustificati per esplorare i meccanismi sottostanti all’associazione tra i vari sottotipi di disturbi legati allo stress e lo sviluppo di malattie cardiovascolari», concludono i ricercatori.