Sì: lo screening con TAC spirale può salvare la vita dei forti fumatori

Doppio successo

Sì: lo screening con TAC spirale può salvare la vita dei forti fumatori

Si riapre la discussione sull’attivazione di screening di popolazione per la diagnosi precoce
redazione

ct scan.jpg

Due trial clinici presentati alla Conferenza mondiale dell’International Association for the Study of Lung Cancer giungono alla stessa conclusione: lo screening riduce la mortalità e i risultati sono maggiori se si ripetono i test per almeno 10 anni

I forti fumatori che, dopo i 50 anni si sottopongono regolarmente allo screening con TAC spirale toracica, hanno una più bassa probabilità di morire di cancro al polmone nei 10 anni successivi. 

È questo il risultato di due studi europei presentati nel corso della Conferenza mondiale dell’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) tenutosi nei giorni scorsi a Toronto. 

Il primo studio, denominato NELSON (Dutch-Belgian Lung Cancer Screening) ha arruolato in Olanda oltre 15.000 persone dal 2003, in un programma di screening con TAC spirale toracica della durata di 6 anni. I risultati hanno confermato una riduzione del 26% nella mortalità per tumore polmonare a 10 anni dall’inizio dello studio, rispetto al braccio di controllo che prevedeva la semplice osservazione senza esami diagnostici. Inoltre, ha confermato che il beneficio dello screening è maggiore nelle donne rispetto agli uomini.

Il secondo studio, MILD (Multicenter Italian Lung Detection), è stato condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano su oltre 4.000 forti fumatori dal 2005 ad oggi. Lo studio, realizzato con il contributo del ministero della Salute, di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e della Fondazione Cariplo, è l’unico programma randomizzato di screening al mondo in cui la TAC spirale toracica sia stata impostata, con frequenza annuale o biennale, per un periodo totale di 10 anni.

Lo studio ha dimostrato che un programma di diagnosi precoce che prosegue oltre i 5 anni, fino a raggiungere i 10 anni di screening, può ottenere una riduzione della mortalità per tumore polmonare pari al 39%.

«I risultati di questi due studi sono coerenti tra loro e particolarmente rilevanti e questo perché il braccio di controllo non comprendeva alcun esame diagnostico, come la radiografia del torace», dice Ugo Pastorino, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano e uno degli autori dello studio italiano. «In particolare, lo studio MILD ha dimostrato per la prima volta che è utile proseguire lo screening oltre i cinque anni. La TAC spirale ripetuta dal quinto al decimo anno ha infatti più che dimezzato la mortalità per cancro polmonare durante gli ultimi 5 anni di screening, rispetto al gruppo di controllo osservazionale».

A fare da apripista al ruolo dello screening nella diagnosi precoce del tumore del polmone è stato il trial NLST (National Lung Screening Trial) condotto negli Stati Uniti e pubblicato nel 2011. I dati americani avevano per la prima volta evidenziato una riduzione della mortalità del 20%.

«Il fatto che NELSON e MILD dimostrino una maggiore efficacia, in termini di riduzione della mortalità, rispetto allo studio NLST (rispettivamente -26% e -39% verso -20%) – interviene il dottor Pastorino - può essere spiegato dalla maggiore durata del follow-up, ma anche dalla scelta di un braccio di controllo osservazionale, che elimina un possibile fattore confondente. Infatti, anche se molto meno sensibile, la radiografia del torace può anticipare la diagnosi di tumore polmonare in alcuni casi, e nel confronto con questo esame radiologico il beneficio reale della TAC può apparire minore».

Nonostante l’entusiasmo iniziale, i dati emersi dallo studio americano NLST non erano ancora sufficientemente convincenti per raccomandare la TAC spirale quale procedura di screening di routine. 

I due studi, invece, riaprono la discussioni sull’adozione di questa strategia di prevenzione, almeno per i forti fumatori.

«Questi risultati giustificano l‘avvio in Italia di programmi di diagnosi precoce con TAC toracica a basse dosi nei forti fumatori di età superiore ai 50 anni da sviluppare in Centri con elevata specializzazione nella diagnosi precoce e nella terapia dei tumori polmonari», dice il direttore scientifico INT Giovanni Apolone.