Il segreto dell'obesità è scritto nel cervello

La scoperta

Il segreto dell'obesità è scritto nel cervello

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I bambini non sono tutti uguali di fronte al cibo. C’è chi non lascia una briciola e chi si limita a pochi assaggi. Tutto dipende da come il cervello risponde al cibo. Se si attivano le aree della ricompensa ci sono alte probabilità di diventare mangioni
di redazione

C’è chi divora il pacchetto di patatine fino all’ultima briciola e chi si limita a qualche assaggio rinunciando senza troppa fatica a quel che resta. 

Di fronte a uno snack i bambini non sono tutti uguali. E l’atteggiamento differente dipende dall’effetto che quella merendina ha sul cervello. Se il cibo è in grado di attivare il sistema di ricompensa, allora la golosità ha il sopravvento e le probabilità che rimanga qualcosa nel piatto sono rare se non nulle.  

Uno studio appena pubblicato su Appetite ha scoperto che quando alcune regioni del cervello reagiscono in maniera più evidente al cibo considerandolo una ricompensa più appetibile del denaro, per esempio,  è più probabile che i bambini tendano a magiare in eccesso anche quando non sono affamati e indipendentemente dal loro indice di massa corporea. 

I ricercatori hanno coinvolto nell’indagine 59 bambini tra i 7 e gli 11 anni di età. A tutti loro sono stati offerti dei pasti studiati per valutare la loro reazione al cibo in due differenti contesti: gli è stato dato un pasto tipico quando avevano fame e uno snack quando non avevano fame. I piatti sono stati pesati prima e dopo la consumazione per calcolare esattamente la quantità di cibo ingerita. 

In un altro esperimento i bambini sono stati sottoposti a una risonanza magnetica funzionale mentre erano impegnati in un gioco al computer. Chi vinceva poteva avere come premio del denaro, un libro oppure un dolcetto. I bambini in cui si attivavano alcune regioni del cervello di fronte alla promessa di cibo e che restavano indifferenti ai premi di altro tipo erano anche quelli che mangiavano tutto a volontà.  

«Abbiamo anche  scoperto che la risposta del cervello al cibo in confronto al denaro - ha spiegato Shana Adise dell’Università del Vermont a capo dello studio - era associata all’eccessivo consumo di cibo indipendentemente dal peso dei bambini. Più precisamente abbiamo osservato che un aumento delle risposte cerebrali nelle regioni coinvolte nel controllo cognitivo e nell’autocontrollo nel momento in cui viene offerto cibo piuttosto che denaro era associato a un’alimentazione eccessiva». 

La scoperta è importante, spiegano i ricercatori, perché suggerisce la possibilità di individuare le risposte cerebrali che possono predire lo sviluppo dell’obesità in futuro. 

«Se possiamo imparare di più su come il cervello risponde al cibo - ha detto Adise - e su come ciò influenza ciò che si mangia, forse possiamo imparare come cambiare quelle risposte e quei comportamenti. Tutto ciò rende i bambini una popolazione interessante con cui lavorare, perché se potessimo fermare l'eccesso di cibo e l'obesità in età precoce, potremmo trarne evidenti vantaggi».

I risultati dello studio forniscono una maggiore comprensione di come il cervello influenzi il desiderio di mangiare. Il che potrebbe aiutare a identificare i bambini che sono a rischio di obesità o predisposti ad altre cattive abitudini alimentari prima che si insaturi un rapporto non equilibrato con il cibo.