Sei milioni gli italiani con problemi alla tiroide

Il 25 maggio la Giornata mondiale

Sei milioni gli italiani con problemi alla tiroide

di redazione

“Amo la mia tiroide…e faccio la cosa giusta”: è questo lo slogan scelto per la settimana mondiale delle tiroide che avrà il suo culmine il prossimo 25 maggio. Lo scopo è per ricordare l’importanza dell’appropriatezza degli stili di vita, ma anche diagnostica e dei più appropriati approcci terapeutici. «Il principale obiettivo della Settimana – spiega Paolo Vitti, presidente Sie, Società italiana di endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana - è sensibilizzare la popolazione in merito ai problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono infatti oltre 6 milioni gli italiani con un problema a questa ghiandola così fondamentale per il buon funzionamento di tutto il nostro corpo».

Le malattie della tiroide sono possono colpire entrambi i sessi e a tutte le età, anche se sono più frequenti nelle donne, con il 10% che sviluppa un disturbo alla tiroide durante la vita. La causa più frequente di disturbi «è la carenza di iodio che può provocare gozzo, noduli o ipotiroidismo» ricorda Massimo Tonacchera, segretario Ait, Associazione italiana della tiroide. Assumere iodio in quantità adeguata con l’alimentazione «è fondamentale. Il fabbisogno quotidiano stimato di iodio – prosegue - è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a sei anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda, quindi, l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori, in special modo durante la gravidanza e l’allattamento».

A 14 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi, «si può dire che i risultati di questo programma di prevenzione cominciano a essere tangibili» osserva Antonella Olivieri, responsabile scientifico dell'Osservatorio per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia (Osnami). Dai risultati preliminari del monitoraggio relativo agli anni 2015-2019 su nove Regioni (Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia) «si mette in evidenza l’aumento della vendita di sale iodato nella grande distribuzione, che raggiunge il 65% di tutto il sale venduto – aggiunge - ma soprattutto un maggiore utilizzo di sale iodato nelle mense scolastiche (75%) a fronte di una complessiva riduzione di sale in osservanza della raccomandazione “poco sale ma iodato”. I dati hanno inoltre confermato la iodosufficienza in Liguria e Toscana, il netto miglioramento dello stato nutrizionale iodico di alcune aree della Sicilia e il raggiungimento della iodosufficienza in Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Umbria. Un risultato particolarmente interessante emerso da queste analisi preliminari è che la iodosufficienza non è raggiunta solamente nelle aree urbane di riferimento ma anche nelle aree rurali interne a maggior rischio di iodocarenza».

Le associazioni dei pazienti «devono offrire appoggio, orientamento, accoglienza e assistenza ai pazienti - interviene Anna Maria Biancifiori, presidente del Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini (Cape) - e devono perseverare nella richiesta di uniformità delle cure per evitare i “viaggi della speranza” e promuovere attività di informazione e di promozione della salute della tiroide anche attraverso la iodoprofilassi».

In occasione della Settimana, saranno organizzate diverse iniziative; per informazioni è possibile consultare il sito www.settimanamondialedellatiroide.it e la pagina Facebook dedicata “Settimana Mondiale della Tiroide”.