Servono piste ciclabili sicure: rischio di infortuni del 45% più alto per chi va al lavoro in bici

L’appello

Servono piste ciclabili sicure: rischio di infortuni del 45% più alto per chi va al lavoro in bici

Ci sono i pro e i contro. Usare la bici per andare al lavoro riduce del 21% il rischio di malattie cardiovascolari, ma aumenta del 45% le probabilità di farsi male. La soluzione? Realizzare nelle città piste ciclabili sicure. Così aumenterebbero i benefici e si ridurrebbero i rischi


di redazione

I pro: ci si mantiene in forma e si riduce il rischio di malattie cardiovascolari, di diabete e di cancro. I contro: aumentano le probabilità di farsi male e di finire in ospedale. Andare al lavoro in bicicletta ha aspetti positivi, ma anche negativi. Fino a qui l’osservazione è scontata. Ma un gruppo di ricercatori inglesi si è impegnato a quantificare i vantaggi e gli svantaggi delle due ruote, raccogliendo i dati di più di 5.700 persone che ogni giorno raggiungono l’ufficio in bici in 22 siti del Regno Unito. Ne è venuta fuori una delle più esaustive analisi costi-benefici dell’uso della bicicletta. Lo studio è pubblicato sul British Medical Journal. I partecipanti, con un’età media di 52 anni, sono stati reclutati tra il 2006 e il 2010 e monitorati per circa 9 anni. 

Durante questo periodo di tempo, il 7 per cento dei lavoratori si è fatto male in confronto al 4,3 per cento delle persone che hanno usato l’automobile o i mezzi pubblici per recarsi al lavoro. 

Come era prevedibile, la maggior parte delle lesioni che hanno richiesto un ricovero ospedaliero consiste in fratture degli arti o in traumi cranici. I giorni di degenza variano da 1 a 7. 

I ciclisti sono esposti a un rischio del 45 per cento maggiore di ricovero ospedaliero per un primo infortunio e ad un rischio 3,4 volte maggiore di avere un incidente rispetto a chi si muove in auto o con i mezzi pubblici. E chi percorre distanze maggiori ha un rischio maggiore di infortuni.

Veniamo al lato positivo della bicicletta. Pedalare tutti i giorni per recarsi in ufficio riduce del 21 per cento il rischio di malattie cardiovascolari, dell’11 per cento il rischio di ricevere una diagnosi di tumore e del 12 per cento le probabilità di morte prematura. 

Per dare un’idea più tangibile dei pro e dei contro della bici: se mille persone si convertissero alle due ruote e si spostassero in bici per 10 anni tra casa e ufficio, si avrebbero 26 ingressi in ospedale in più per un infortunio (tre dei quali richiederebbero un ricovero di una settimana o più), 15 casi in meno di cancro, 4 eventi vascolari in meno. In questo scenario su mille persone si avrebbero anche 3 casi in meno di morte prematura.  

«Il rischio di lesioni associate all’utilizzo della bicicletta deve essere preso sul serio e devono essere fornite infrastrutture più sicure se vogliamo affrontare i pericoli legati alle due ruote (sia reali che percepiti) nel Regno Unito. Ciò potrebbe contribuire ad aumentare la diffusione degli spostamenti in bicicletta con i benefici che ne conseguono per la salute e l’ambiente»,  concludono gli autori dello studio. 

In un editoriale di accompagnamento all’articolo Anne Lusk della T.H. Chan School of Public Health di Harvard invita le amministrazioni delle città a investire in piste ciclabili sicure ma anche esteticamente ben inserite nell’ambiente urbano. A farlo ci guadagna la salute e l’ambiente.