La solitudine uccide. Per chi soffre di cuore circondarsi di amici è parte della cura

Fattore di rischio

La solitudine uccide. Per chi soffre di cuore circondarsi di amici è parte della cura

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Le donne sole che hanno subito un ricovero per cause cardiovascolari, hanno il triplo di probabilità di morire entro a un anno dalle dimissioni. Va poco meglio per gli uomini, per cui le probabilità di morire sono "solo" il doppio
di redazione

La solitudine fa male al cuore. Tanto che i pazienti ricoverati per problemi cardiaci aumentano il rischio di morte entro un anno dalle dimissioni se affrontano da soli la convalescenza. E soprattutto se soffrono per il loro isolamento.

Gli autori dello studio pubblicato su Heart che hanno trovato un’associazione tra la solitudine e l’aggravarsi delle condizioni dei pazienti invitano gli esperti di salute pubblica a non trascurare l’importanza della socialità nel percorso terapeutico di recupero. 

I ricercatori hanno raccolto informazioni sulla salute dei pazienti (per lo più uomini dall’età media di 66 anni) dopo un anno dal ricovero in ospedale per una gamma di problemi cardiovascolari, come cardiopatia ischemica, aritmie, scompenso cardiaco, malattie valvolari. 

Al momento delle dimissioni i partecipanti avevano compilato a un questionario sulla salute fisica, sul benessere psicologico, sulla qualità di vita e sui livelli di ansia e depressione. Per completare il quadro clinico, i pazienti hanno risposto a domande sullo stile di vita, sull’eventuale consumo di sigarette e alcol e sui medicinali assunti. Dagli archivi dei dati demografici si poteva stabilire se i pazienti vivessero soli o in compagnia. 

Da queste informazioni è emerso che le persone che si sentivano sole avevano il triplo di probabilità di sviluppare ansia e depressione rispetto a chi dichiarava di non soffrire di solitudine. Questi dati sono poi stati combinati con quelli sulla salute delle persone coinvolte nello studio a un anno dalle dimissioni ospedaliere. 

Ebbene, indipendentemente dalla diagnosi e da altri fattori rilevanti, la solitudine risultava fortemente associata a condizioni di salute peggiori. 

Le donne sole correvano un rischio di morire per qualsiasi causa dopo un anno dalle dimissioni di tre volte superiore rispetto alle donne che non si sentivano sole. Allo stesso modo, gli uomini soli avevano più del doppio delle probabilità di morire per qualsiasi causa. 

La solitudine è un sentimento soggettivo provato da chi percepisce la mancanza di relazioni personali ma non è una conseguenza necessaria del vivere da soli. 

Non è detto infatti che avere una casa a propria completa disposizione induca malinconia e senso di abbandono. A volte però anche l’essere soli senza sentirsi soli può danneggiare la salute. Vale soprattutto per gli uomini: la condizione di single (anche se vissuta serenamente) aumenta del 39 per cento il rischio di problemi cardiaci. 

Non è difficile intuire come mai la solitudine, effettiva e percepita, faccia male al cuore. Contano senz’altro gli aspetti pratici: chi vive da solo ha maggiori difficoltà a tenere sotto controllo la salute. Ma contano anche gli aspetti psicologici: chi sente la mancanza di compagnia è più esposto al rischio di ansia e depressione che a loro volta incidono sulla salute del cuore. 

La natura osservazionale dello studio impedisce di stabilire principi di causa ed effetto, ma i ricercatori sono convinti che i dati della loro indagine siano sufficienti a dimostrare che i cuori solitari sono particolarmente bisognosi di attenzioni. 

«I risultati sono in linea con le ricerche precedenti, suggerendo che la solitudine è associata a cambiamenti nelle funzioni cardiovascolari, neuroendocrine e immunitarie, nonché a scelte di stile di vita non corrette che hanno un impatto negativo sulla salute», concludono i ricercatori che invitano a considerare la solitudine come un fattore di rischio cardiovascolare al pari dell’obesità.