Il sonno "disordinato" manda in tilt la salute mentale

L'allarme

Il sonno "disordinato" manda in tilt la salute mentale

Quando il giorno e la notte si somigliano troppo aumenta il rischio di depressione e altri disturbi
redazione

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Chi non differenzia le attività durante le 24 ore ed è troppo attivo di notte o troppo statico di giorno o entrambe le cose ha maggiori probabilità di soffrire di depressione, disturbo bipolare e instabilità dell’umore. Lo studio su Lancet Psychiatry

Depressione, disturbo bipolare, instabilità dell’umore. La salute mentale può essere messa a dura prova se il ritmo sonno-veglia va in tilt. Uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry ha analizzato le conseguenze sull’equilibrio psichico di chi dorme male, ossia di chi fa i turni di notte, ha un sonno interrotto o non varia la sua attività durante le 24 ore. 

I ricercatori dell’Università di Glasgow hanno monitorato le abitudini quotidiane di 91mila persone in buona salute di età compresa fra i 37 e i 73 anni, invitate a indossare al polso un sensore per una settimana. Il controllo delle attività giornaliere è avvenuto tra il 2013 e il 2014. Qualche anno più tardi gli scienziati hanno raccolto informazioni sulla salute mentale dei partecipanti.  

Il valore chiave dell’analisi consiste nell’ampiezza del ritmo circadiano, ovvero la differenza tra i livelli di attività nei momenti più dinamici della giornata e nei periodi di riposo. A questa ampiezza è stato dato un valore da zero a 1, dove il valore alto indica una evidente differenza tra il momento più attivo e quello meno attivo del giorno e il valore basso una stretta somiglianza tra le attività del giorno e quelle delle notte (troppa staticità durante il giorno o troppo movimento di notte, o entrambe le cose). 

L’ampiezza circadiana media del campione analizzato era di 0,87, un dato compatibile con quello che ci si aspetterebbe in generale tra la popolazione. 

I ricercatori hanno diviso i partecipanti in 5 gruppi a seconda dei risultati sull’ampiezza e hanno osservato che a ogni differenza nel punteggio dell’ampiezza era associata a un rischio maggiore di disturbi psichici. In particolare, le alterazioni del ritmo sonno veglia aumentano del 6 per cento il rischio di disturbo depressivo maggiore nell’arco della vita, dell’11 per cento  di disturbo bipolare e del 2 per cento di instabilità dell’umore. 

Che il ritmo circadiano influenzi la nostra salute è cosa nota. Non a caso il premio Nobel per la medicina del 2017 è stato assegnato proprio agli scienziati che hanno descritto i meccanismi molecolari dell’alternanza sonno-veglia. Tuttavia lo studio in questione non chiarisce del tutto il rapporto di causa ed effetto tra i due fenomeni: sono le irregolarità del sonno a provocare la depressione e gli altri disturbi mentali oppure sono questi ultimi a interrompere la corretta alternanza sonno-veglia?

La domanda se l’è posta Aiden Doherty, ricercatore dell’Università di Oxford, autore di un editoriale di accompagnamento allo studio. 

«Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere le conseguenze a lungo termine dell’alterazione del ritmo circadiano - ha dichiarato Doherty alla Reuters - Perciò bisogna continuare a seguire le linee guida attuali che consigliano 150 minuti di attività fisica moderata a settimana e da 7 a 9 ore di sonno per motte». 

Dallo studio è emerso inoltre che un valore basso dell’ampiezza circadiana è associato a una minore percezione di felicità e di soddisfazione, a una maggiore solitudine e a tempi di reazione rallentati. 

«Questi risultati suggeriscono che misurare l’ampiezza circadiana relaztiva - scrivono i ricercatori - potrebbe essere un modo semplice e per individuare le persone a maggior rischio di sviluppare gravi problemi di salute mentale, come depressione e disturbo bipolare».