Il sottile filo rosso che lega la depressione della menopausa con quella post-partum

La proposta

Il sottile filo rosso che lega la depressione della menopausa con quella post-partum

Il calo del progesterone ha un ruolo chiave nei sintomi depressivi della perimenopausa. Uno studio suggerisce di ricorrere all’allopregnanolone usato per la depressione post-partum. Attenzione però a non fare di tutta l’erba un fascio. Non sempre la depressione è causata da sbalzi ormonali

di redazione

Il pianto facile, l’umore a terra e poca, pochissima voglia di passare all’azione, di qualunque azione si tratti. I “giorni no” sono famigliari a tante donne di mezza età e non ci vogliono eccezionali abilità diagnostiche per capire di che si tratta: i sintomi depressivi vanno a braccetto con la fase di ingresso nella menopausa, chiamata perimonopausa. E gli ormoni, è risaputo, giocano un ruolo chiave all’inizio del periodo critico. Ma quali ormoni sono coinvolti nei cambiamenti dell’umore? E in che misura? 

Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism fornisce nuove informazioni sul legame tra perimenopausa e sintomi depressivi. I ricercatori hanno puntato il dito contro due ormoni con responsabilità equivalenti: estradiolo e progesterone.

«Sappiamo molto poco del perché si verificano questi cambiamenti di umore o del perché le donne ne sono affette in alcune, ma non in tutte, le fasi della menopausa. Come psichiatra ho scoperto che avere una spiegazione biologica del perché le donne si sentano diverse e agiscano in modo diverso è straordinariamente importante per loro», ha dichiarato Hadine Joffe, psichiatra del Brigham and Women's Hospital, tra gli autori dello studio. 

Lo studio ha coinvolto 50 donne che si trovavano all’inizio o al termine del processo della menopausa, che sono state sottoposte ogni settimana per otto settimane alla misurazione dei livelli estradiolo e progesterone. Gli scienziati hanno perciò potuto analizzare i meccanismi che regolano l’umore nelle diverse fasi della delicata transizione fisiologica. Nel periodo della perimenopausa l’instabilità umorale può essere attribuita ai cambiamenti dei livelli tanto di estradiolo che di progesterone. I ricercatori insistono in particolare sul ruolo delle variazioni del progesterone, secondo loro finora ingiustamente trascurato. 

I risultati possono tradursi in nuove strategie terapeutiche mirate per le donne in perimenopausa. L’ipotesi dei ricercatori è quella di poter ricorrere all’allopregnanolone, un neurosteroide derivato dal progesterone recentemente approvato per il trattamento della depressione post-partum. «L’osservazione che l'allopregnanolone funziona nel trattamento della depressione postpartum sensibile agli ormoni suggerisce un suo potenziale beneficio per altre condizioni di depressione associate alla salute riproduttiva. L’aver osservato che i livelli di progesterone sono protettivi contro la depressione è in linea con questa possibilità. Ma sarebbe necessario condurre uno studio clinico per verificare questa ipotesi», ha specificato Joffe. 

I ricercatori però ricordano l’importanza di fare i dovuti distinguo: non tutti i disturbi depressivi possono essere risolti con una terapia ormonale. Se le donne in perimenopausa soffrono di una depressione costante, allora probabilmente gli ormoni c’entrano poco e la terapia più indicata è quella psicologica o farmacologica con antidepressivi. Ma quando le donne lamentano oscillazioni dell’umore con sintomi di depressione che vanno e vengono, allora la responsabilità può essere attribuita agli sbalzi ormonali della menopausa e la terapia ormonale può essere risolutiva. Anche se in molti casi le pazienti provano un grande sollievo già solamente sapendo che esiste una spiegazione biologica al loro disagio.