Lo spinello da adolescenti triplica il rischio di suicidio da adulti

Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

Lo spinello da adolescenti triplica il rischio di suicidio da adulti

di redazione

I consumatori abituali di cannabis, soprattutto in giovane e giovanissima età, pensano a togliersi la vita il 50 % più spesso rispetto agli altri. Ma soprattutto hanno un rischio più che triplo da giovani adulti di tentativi di suicidio rispetto a chi non ne fa uso.

L’allarme arriva dagli psichiatri alla vigilia della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, con lo slogan “Lavoriamo insieme per prevenire il suicidio”. L’iniziativa, sostenuta dall'International Association for Suicide Prevention (IASP), sarà seguita dal convegno internazionale di suicidologia e salute pubblica, durante il quale i massimi esperti nel panorama nazionale e internazionale si confronteranno e discuteranno le modalità più efficaci per riconoscere i soggetti a rischio, intervenire in modo corretto e salvare loro la vita.

Il convegno, organizzato dal Servizio per la Prevenzione del suicidio dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma, con il supporto incondizionato della Fondazione Internazionale Menarini, si svolgerà il 17 e 18 settembre nell’Aula magna del Rettorato della Sapienza.

La cannabis «è una sostanza d’abuso molto diffusa fra i giovanissimi - osserva il presidente del convegno, Maurizio Pompili - e proprio fra gli under 30 il suicidio, con circa 350 casi l’anno, è tuttora la terza causa di morte. Nel nostro Paese si registrano ogni anno 4 mila suicidi, di questi il 9% viene compiuto da ragazzi fra i 15 e i 29 anni. Una fascia d’età nella quale è diffusissimo l’uso di cannabis: si stima infatti che almeno un ragazzo su cinque abbia provato a fumare marijuana, con una tendenza inarrestabile all’incremento dei consumi negli ultimi anni. Purtroppo questa droga è molto pericolosa per il benessere psichico: una recente revisione degli studi sul tema pubblicata su JAMA Psichiatry, per la quale sono stati analizzati i dati di quasi 24.000 giovani, ha dimostrato che fra gli utilizzatori il rischio di depressione cresce del 37%, la probabilità di pensieri suicidi del 50% e soprattutto aumenta di tre volte e mezzo il pericolo di tentare un gesto estremo».