Un taglio drastico alle calorie per invecchiare in salute

Lo studio

Un taglio drastico alle calorie per invecchiare in salute

La restrizione calorica allontana il rischio di malattie legate all’età
redazione

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È uno dei primi studi a dimostrare l’impatto sulla salute umana della riduzione delle calorie. Mangiando meno si riduce lo stress ossidativo e si allontana, di conseguenza, il rischio di malattie legate all’invecchiamento. Lo studio su Cell Metabolism

Mangiare poco allontana le malattie legate all’invecchiamento. Lo ha dimostrato uno dei primi studi sugli effetti della restrizione calorica sugli esseri umani pubblicato su Cell Metabolism.

Le persone che hanno ridotto del 15 per cento l’assunzione di calorie per un periodo di 2 anni hanno avuto consistenti benefici sulla salute: la dieta ha rallentato l’invecchiamento e protetto da malattia neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer. 

Tutto dipenderebbe da una combinazione favorevole: riducendo le calorie si riduce lo stress ossidativo legato a diverse malattie, dalle patologie della terza età, al cancro e al diabete.

Il titolo dello studio, con un evidente richiamo al termine “caloria”, è Calerie (Comprehensive Assessment of the Long-Term Effects of Reducing Intake of Energy) ed è il primo trial controllato randomizzato avviato per testare gli effetti metabolici della restrizione calorica in persone non obese. Un gruppo di 53 uomini e donne in salute di età compresa tra i 21 e i 53 anni ha seguito una dieta rigida per due anni, dimagrendo in media 9 chili. La riduzione del consumo di calorie è stata calcolata mediante specifiche misurazioni individuali. Non sono stati osservati effetti collaterali del dimagrimento come anemia, perdita di massa ossea o disturbi del ciclo mestruale. La dieta ha fatto bene tanto al fisico quanto all’umore. Dimagrendo è migliorata la qualità di vita.

«Abbiamo scoperto che anche le persone che sono già in salute e non sovrappeso possono beneficiare della restrizione calorica», ha dichiarato Leanne M. Redman, del Clinical Sciences del Pennington Biomedical Research di Baton Rouge Los Angeles e principale autore dello studio.

Introdurre meno calorie nell’organismo produce un rallentamento del metabolismo, un fenomeno che già negli studi sugli animali si era rilevato salutare. Un metabolismo più lento allontana l’invecchiamento: gli organismi che bruciano energia in modo più efficiente vivono più a lungo. 

Così lo studio Calorie fornisce sostegno a due teorie molto popolari tra gli scienziati, quella dei benefici del ritmo lento del metabolismo e quella dei danni dello stress ossidativo. La restrizione calorica agirebbe proprio in entrambe le direzioni, rallentando il metabolismo e riducendo la deleteria attività dei radicali liberi sul Dna che può portare a malattie croniche come aterosclerosi, cancro, diabete e artrite reumatoide. 

«La restrizione calorica - spiega Redman - può rallentare il metabolismo basale e se le sostanze metabolizzate possono accelerare il processo dell’invecchiamento, la restrizione calorica sostenuta per diversi anni può aiutare a ridurre il rischio di malattie croniche e prolungare la vita».

Gli scienziati hanno intenzione di proseguire gli studi sugli effetti rigoroso regime alimentare valutando anche le proprietà anti-invecchiamento di alcune sostanze come il resveratrolo che hanno un’azione simile a quella della restrizione calorica.