Troppi traumi cerebrali. Rischio disfunzione erettile per i giocatori di football

L’associazione

Troppi traumi cerebrali. Rischio disfunzione erettile per i giocatori di football

di redazione

Non era facile contemplarlo tra i rischi del mestiere: i giocatori professionisti di football americano sono più esposti al rischio di disfunzione erettile una volta raggiunta la mezza età. Secondo uno studio pubblicato su Jama Neurology, la virilità degli atleti verrebbe compromessa dai ripetuti traumi alla testa accompagnati da commozioni cerebrali. 

I ricercatori hanno esaminato i risultati di una indagine condotta tra 3.400 uomini dall’età media di 53 anni con un passato da giocatori nella National Football League (NFL) con una presenza in campo di circa 7 stagioni. In generale, il 18,3 per cento dei partecipanti aveva bassi livelli di testosterone e il 22,7 per cento soffriva di disfunzione erettile.  I due disturbi erano fortemente associati alla frequenza degli incidenti terminati con una commozione cerebrale.

I giocatori che avevano collezionato nella loro carriera il maggior numero di traumi di questo tipo raddoppiavano le probabilità di avere livelli bassi di testosterone e aumentavano del 72 per cento il rischio di soffrire di disfunzione erettile rispetto ai loro colleghi più fortunati rimasti più volte illesi o colpiti meno pesantemente. 

L’associazione tra i ripetuti traumi cerebrali e il calo della virilità restava evidente anche dopo aver preso in considerazione altri fattori di rischio dei disturbi sessuali come l’età, il diabete, l’uso di antidolorifici, l’obesità, l’ipertensione, le malattie cardiache, il consumo di alcol ecc…

«Abbiamo comunque osservato un forte legame tra i sintomi della commozione cerebrale e la disfunzione erettile e i bassi livelli di testosterone», ha dichiarato Rachel Grashow della T.H. Chan School of Public Health di Harvard, a capo dello studio. 

I ricercatori non sono in grado di stabilire se i sintomi della commozione cerebrale siano direttamente responsabili del malfunzionamento degli organi sessuali maschili. Ma ipotizzano che traumi ripetuti o contusioni violente possano danneggiare il sottile tessuto connettivo tra il cervello e l’ipofisi (o ghiandola pituitaria) coinvolta nella regolamentazione degli ormoni. 

«Quando il cervello riceve molteplici colpi o un forte trauma, le connessioni neuronali con altre parti del cervello vengono interrotte, il che riduce la capacità di comunicare con il resto del corpo. Un danno a un vaso sanguigno può limitare la circolazione nella ghiandola pituitaria, compromettendo successivamente la sua capacità di funzionare in modo appropriato», spiega Grashow. 

Sfortunatamente lo studio non avanza proposte su come fare per minimizzare i rischi di un trauma cranico e si limita a consigliare agli ex atleti di ridurre il più possibile gli altri fattori di rischio che possono compromettere il funzionamento dell’apparato sessuale, mantenendo più a lungo possibile uno stile di vita sano.