Troppo fluoro danneggia i denti dei bambini

Lo studio

Troppo fluoro danneggia i denti dei bambini

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A rischio sono i bambini fino ai 10 anni di età la cui dentatura in fase di formazione può indebolirsi fino anche di arrivare alla caduta dei denti. 
di redazione

Il giusto: né troppo, né troppo poco. Anche nel caso del fluoro contenuto nel dentifricio vale il principio secondo cui la virtù sta nel mezzo. Gli estremi, quantità troppo basse o troppo alte, sono da evitare soprattutto per i bambini. Un po’ di fluoro può infatti servire a proteggere e a rinforzare lo smalto dei denti, ma una quantità eccessiva può compromettere in maniera permanente la salute della dentatura. 

È quanto sottolineano gli autori di uno studio appena pubblicato su Science Signaling che hanno osservato gli effetti negativi del fluoro in eccesso in esperimenti sui topi e su cellule umane ricostruendo il processo responsabile del danno. 

L’esposizione a quantità eccessive di fluoro interviene su alcuni meccanismi chiave per la salute dei denti modificando la segnalazione del calcio, la funzione mitocondriale e l'espressione genica nelle cellule che formano lo smalto dei denti. 

Quando è contenuto nelle quantità giuste, il fluoro nel dentifricio aiuta a prevenire le carie favorendo il processo di mineralizzazione e rendendo lo smalto più resistente agli acidi. I benefici del fluoro sono talmente riconosciuti che le istituzioni sanitarie di molti Paesi consigliano l’aggiunta di fluoro nell’acqua potabile. E infatti, come abbiamo detto, è solamente il troppo che stroppia. 

L’eccessiva esposizione al fluoro può provocare la cosiddetta “fluorosi dentale”, caratterizzata dalla presenza di macchie bianche opache sullo smalto e scarsa mineralizzazione. A rischio sono i bambini fino ai 10 anni di età la cui dentatura in fase di formazione può indebolirsi fino anche di arrivare alla caduta dei denti. 

Secondo un’indagine dei Centers ford Diseases and Control americani, il 25 per cento della popolazione tra i 6 e i 49 anni mostra segni più o meno evidenti di fluorosi dentale. 

Gli scienziati hanno scoperto il meccanismo molecolare alla base della fluorosi ricorrendo a una serie di esperimenti. Per esempio hanno esposto cellule umane dello smalto dentale e la dentatura dei topi al fluoro in quantità elevate, pari al massimo livello consentito nell’acqua potabile. E hanno osservato che il fluoro modificava la via di segnalazione del calcio tra le cellule riducendo la possibilità di conservazione del calcio. Inoltre, l’eccessiva esposizione al fluoro mandava in tilt la produzione di energia da parte dei mitocondri. I ricercatori hanno anche notato nelle cellule di smalto esposte a quantità eccessive di fluoro alcuni cambiamenti nell’espressione dei geni coinvolti nella formazione dello smalto dei denti. 

Tutti questi cambiamenti impediscono allo smalto di svilupparsi correttamente. Le cellule dello smalto sono infatti più sensibili al fluoro rispetto ad altre cellule dell’organismo. Gli scienziati hanno osservato, per esempio, che le cellule umane dei reni non subiscono alcuna modifica se vengono esposte al fluoro.