Il tumore del colon arriva sempre più presto. Le nuove linee guida Usa raccomandano di iniziare lo screening a 45 anni

Il suggerimento

Il tumore del colon arriva sempre più presto. Le nuove linee guida Usa raccomandano di iniziare lo screening a 45 anni

Il numero di nuove diagnosi tra le persone di 45 anni è diventato equivalente a quello registrato trai 50enni. La US Preventive Task Force dopo un’attenta valutazione dei rischi e dei benefici dello screening suggerisce di anticipare di 5 anni il controllo preventivo

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Immagine: Courtesy of: pixabay.com
di redazione

Lo screening per il tumore del colon-retto andrebbe iniziato a 45 anni e non a 50. Lo suggeriscono gli esperti della U.S. Preventive Services Task Force, il gruppo di studio che fornisce indicazioni alle istituzioni americane sulle strategie di prevenzione più efficaci. 

Con più di 53mila decessi all’anno, il carcinoma colorettale è la terza causa di morte per cancro negli Stati Uniti, ma è anche il tipo di tumore più facile da prevenire attraverso il controllo periodico.  

La decisione del panel di esperti si basa sulla review di alcuni studi che hanno valutato il rapporto tra rischi e benefici dello screening e sui dati epidemiologici che mostrano un abbassamento dell’età media delle prime diagnosi. Secondo le previsioni dell'American Cancer Society quest’anno negli Stati Uniti ci saranno 18mila nuovi casi di tumore del colon-retto sotto i 50 anni, pari al 12 per cento del totale, con 3.600 morti.  Nel 2016 l’incidenza del carcinoma colorettale tra le persone di 45 anni era la stessa di quella registrata tra le persone di 50 anni nel 1992, quando la strategia preventiva non era ancora stata adottata. 

«Stiamo osservando un numero di nuove nuove diagnosi tra i 45 e i 49 anni uguale a quello che vedevamo nei 50-54 anni. Le evidenze  suggeriscono che lo screening è efficace e capace di salvare vite», commentano gli esperti del panel. 

L’importanza dello screening e la sua capacità di salvare vite umane è stata ultimamente confermata dai drammatici effetti della sua sospensione dovuta alla pandemia. Un ritardo dello screening di oltre 4-6 mesi provoca un considerevole aumento delle diagnosi di casi più avanzati di cancro colorettale. Rimandando i controlli di 12 mesi, la mortalità potrebbe aumentare anche del 12 per cento. 

«Sfortunatamente, un numero non sufficiente di persone negli Stati Uniti riceve questo efficace servizio preventivo che ha dimostrato di salvare vite umane. Ci auguriamo che questa raccomandazione per lo screening di persone di età compresa tra 45 e 75 anni per il cancro del colon-retto incoraggerà più screening e ridurrà il rischio delle persone di morire a causa di questa malattia»,  afferma Alex Krist, presidente della Task Force. 

Nella nuova raccomandazione i test consigliati sono rimasti gli stessi: colonscopia o esame del sangue occulto nelle feci.  Dopo il primo controllo, eseguito a 45 anni, viene fortemente raccomandata una colonscopia ogni 10 anni o un esame delle feci ogni uno o tre anni, a seconda dei risultati dei precedenti test. 

Dato che la colonscopia comporta qualche rischio, anche se piccolo, di complicanze, come sanguinamento e danni al colon, i medici della task force hanno voluto valutare più attentamente il rapporto tra rischi e benefici dell’esame. 

Secondo le loro stime le complicanze si verificano in un caso su 63-102. Un numero sufficientemente basso di episodi da poter considerare vantaggioso, con più benefici che pericoli. 

In base al sistema di classificazione dell’ USPSTF lo screening per la popolazione tra i 45 e i 49 anni è di grado “B”. Significa che c’è una considerevole certezza che i benefici superino i rischi. La raccomandazione per le persone tra i 50 e i 75 anni resta di grado “A”, un valore che indica l’elevata certezza di una superiorità dei “pro” sui “contro”. L’invito allo screening per il tumore del colon-retto è rivolto a tutte le persone senza sintomi e senza famigliarità con la malattia.