Vaccinarsi contro l'Hpv è importante per i maschi quanto per le femmine

Lo studio

Vaccinarsi contro l'Hpv è importante per i maschi quanto per le femmine

hpv vaccine.jpg

Per eradicare l’Hpv 16, il ceppo all’origine della maggior parte dei tumori, bisognerebbe raggiungere una copertura del 75 per cento sia tra i ragazzi che tra le ragazze. Ma la percentuale di maschi vaccinati è ancora molto bassa. 
di redazione

Il traguardo dell’immunità di gregge è lontano ma non irraggiungibile. Tra il 2009 e il 2016 negli Stati Uniti il vaccino contro l’Hpv effettuato dalle ragazze ha ridotto del 37 per cento le infezioni orali da Papillomavirus umano negli uomini non vaccinati. Le infezioni in calo tra i maschi sono proprio quelle provocate dai ceppi del virus presi di mira dal vaccino somministrato alle femmine per la prevenzione del tumore della cervice uterina. Infezioni che possono provocare tumori testa-collo (bocca, gola, laringe, naso ecc…). Gli uomini stanno quindi beneficiando di una protezione indiretta basata sull’alta percentuale di donne vaccinate. Perché accontentarsi di una copertura passiva e parziale quando ci si può difendere con armi proprie? Perché continuare a fare distinzioni di genere, ritenendo l’Hpv un problema femminile e considerando il vaccino un “dovere” delle ragazze?

Il vaccino per l’Hpv è importante tanto per le femmine quanto per i maschi.  

È quanto si evince da uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association che ha analizzato gli effetti indiretti del vaccino femminile sui maschi mostrando quanto sarebbe ancora più vantaggiosa la vaccinazione di routine anche tra i ragazzi. 

Secondo le stime dei Centers for Disease Control and Prevention, l’Hpv provoca ogni anno in America 34.800 casi di tumore, di cui 20.700 tra le donne e 14mila tra gli uomini. Tumore della cervice uterina per le donne, tumore della testa-collo per gli uomini (l’Hpv in questo caso si trasmette probabilmente con il sesso orale). Dei 13.500 casi di tumore orofaringeo provocato dall’Hpv all’anno, 11.300 sono uomini.

Ma il messaggio fatica ad arrivare a destinazione: «È ancora presente nella percezione pubblica che l’Hpv sia soprattutto un problema della donne. Penso invece che le persone debbano essere consapevoli che la percentuale di uomini con cancro orofaringeo positivi all’Hpv supera quella delle diagnosi annuali di cancro della cervice uterina», ha dichiarato Maura Gillison, oncologa a capo dello studio. 

La possibilità di prevenire i tumori maschili originati dall’Hpv con un semplice vaccino è un’occasione da non lasciarsi sfuggire. 

Ma il mancato entusiasmo degli uomini per questo vaccino ha una spiegazione. Il vaccino contro l’Hpv è stato approvato nel 2006 per prevenire il tumore del collo dell’utero nelle donne. La sua efficacia è stata dimostrata in studi clinici sulle formazioni precancerose della cervice uterina. Non è stato possibile avere le stesse prove dirette di efficacia per i tumori della testa-collo perché non esistono lesioni pre-cancerose nella gola che possono essere oggetto di un trial clinico. 

Questo è uno dei motivi per cui il vaccino contro l’Hpv ha avuto come indicazione originale la prevenzione dei tumori femminili. Da quel momento in poi, nell’immaginario collettivo, il vaccino contro l’Hpv è rimasto un vaccino per donne. 

Ma i benefici dell’immunizzazione per gli uomini sono emersi in maniera indiretta nel corso di poco tempo. E, più recentemente, nello studio di cui stiamo parlando: negli Usa dal 2016 circa il 15 per cento delle donne e il 6 per cento degli uomini ha ricevuto il vaccino. Nonostante il basso tasso di vaccinazioni tra la popolazione maschile le infezioni orali da Hpv sono scese dal 2,7 per cento all’1,6 per cento tra il 2009 e il 2016. 

«Questi risultati sarebbero stati molto più evidenti se un numero maggiore di donne e di uomini si fossero vaccinati», ha detto Gillison.

Nel 2017 la vaccinazione contro l’Hpv è stata consigliata anche ai ragazzi: attualmente negli Usa due terzi degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni hanno ricevuto la prima dose del vaccino. Ma non basta. 

Per eradicare l’Hpv 16, il ceppo all’origine della maggior parte dei tumori, bisognerebbe raggiungere una copertura del 75 per cento sia tra i ragazzi che tra le ragazze. Ma la percentuale di maschi vaccinati è ancora molto bassa.