La vaccinazione Hpv non induce le ragazze ad avere comportamenti sessuali a rischio

Nessun rischio

La vaccinazione Hpv non induce le ragazze ad avere comportamenti sessuali a rischio

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L’efficacia e la sicurezza erano state già ampiamente accertate. Ora uno studio canadese dimostra che anche i timori di altro tipo sono ingiustificati: il vaccino non incentiva le ragazze ad avere rapporti precoci e non protetti
di redazione

Dal 2008 nelle scuole della provincia canadese della British Columbia è in corso un programma di vaccinazione per l’Hpv per ragazze tra i 10 e i 13 anni. Convinti della sicurezza e dell’efficacia del vaccino, alcuni genitori hanno però immaginato che potesse esserci un rischio di diversa natura: e se la vaccinazione favorisse comportamenti sessuali  troppo precoci e poco sicuri nelle ragazze che lo ricevono?

Ma il timore che la vaccinazione contro il Papilomavirus umano potesse essere interpretata dalle adolescenti come una sorta di via libera alla sessualità si è rivelato infondato. 

Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal che ha valutato gli effetti della campagne di prevenzione sui comportamenti sessuali di più di 300mila ragazze tra il 2003 e il 2013, mettendo a confronto i dati del periodo precedente agli interventi di vaccinazione con quelli del periodo successivo. 

Ebbene dall’indagine emerge che il vaccino non ha anticipato i tempi dei primi rapporti sessuali. Anzi. La percentuale di ragazze che hanno dichiarato di aver avuto rapporti sessuali prima dei 14 anni è scesa dal 21,3 per cento del 2003 al 18,3 per cento del 2013. Inoltre, nel periodo post-vaccinazione sono anche aumentate le precauzioni per evitare gravidanze e malattie sessualmente trasmissibili. L'uso del preservativo è passato dal 65,6 per cento nel 2003 al 68,9 per cento nel 2013.

«Dopo l'adozione del programma di vaccinazione per l’Hpv nelle scuole finanziato con fondi pubblici nel settembre 2008 nella British Columbia - scrivono i ricercatori -  i comportamenti sessuali e gli indicatori di salute sessuale tra le ragazze adolescenti sono migliorati verso pratiche di salute sessuale più sicure o non sono cambiati in modo significativo. La nostra analisi suggerisce che l'adozione di un programma scolastico per la vaccinazione dell’Hpv non è stata associata ad un aumento dei comportamenti sessuali a rischio tra le ragazze adolescenti». 

L’Hpv è l’infezione a trasmissione sessuale più comunemente diagnosticata. La maggior parte delle infezioni si risolve naturalmente senza la necessità di interventi, ma le infezioni persistenti dei ceppi più aggressivi del virus possono provocare lesioni precancerose che possono trasformarsi in tumori della cervice uterina o del tratto riproduttivo, ma anche in tumori orofaringei. L’efficacia preventiva e la sicurezza dei vaccini comunemente usati per prevenire l’infezione da Hpv è oramai accertata da numerosi studi. I vaccini in commercio riescono a proteggere contro i tipi più aggressivi dell’Hpv, responsabili del 70 per cento dei tumori del collo dell’utero. 

Nei Paesi dove è stata adottata la campagna di vaccinazione nelle scuole alcuni genitori hanno temuto che le proprie figlie si sentissero in un certo modo autorizzate ad avere esperienze  sessuali precocemente e senza protezioni. Ma l’indagine canadese ha dimostrato che l’effetto “condono” non c’è stato. Non sono stati infatti osservati grandi cambiamenti nei comportamenti sessuali delle adolescenti. Anzi è stata notata una riduzione dei rapporti precoci e non protetti. I genitori delle ragazze possono quindi stare tranquilli: la vaccinazione protegge le figlie dal rischio di malattie senza esporle ad altri pericoli.