Vaccino anti-influenzale per chi soffre di malattie renali. Meglio a dosaggio elevato

Prevenzione

Vaccino anti-influenzale per chi soffre di malattie renali. Meglio a dosaggio elevato

È sicuro e rispetto al dosaggio standard abbassa dell’8 per cento il rischio di ospedalizzazioni
redazione

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Anche i soggetti particolarmente vulnerabili, come quelli con insufficienza renale, possono trarre beneficio dai vaccini antinfluenzali ad alto dosaggio. Lo dimostra uno studio su 9mila pazienti in dialisi

Il vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio tiene lontani dall’ospedale i pazienti con insufficienza renale in dialisi. Secondo uno studio appena pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology la forma potenziata del vaccino, con una quantità quadrupla di antigene rispetto alla forma standard, è capace di ridurre il rischio di ricoveri per questa particolare categoria di pazienti. Studi precedenti avevano dimostrato che il vaccino ad alto dosaggio ha un effetto protettivo maggiore di quello standard nella popolazione anziana: riduce il rischio di prendersi l’influenza e in caso di contagio rende i sintomi più leggeri. 

Gli epidemiologi del Tufts Medical Center, negli Usa, si sono chiesti se analoghi benefici si riscontrassero tra i pazienti costretti alla dialisi per una disfunzione renale che hanno un sistema immunitario indebolito dalla patologia e dalle cure.  E così hanno raccolto i dati sui ricoveri ospedalieri e sui decessi durante le stagioni influenzali 2015-2016 e 2017 -2018 di 9mila pazienti in dialisi suddivisi in base al tipo di vaccino ricevuto (trivalente standard, quadrivalente standard, e trivalente ad alto dosaggio). La ricerca ha coinvolto 230 centri dialisi degli Usa.

Ebbene, la somministrazione del vaccino ad alto dosaggio era associata a una riduzione dell’8 per cento dei ricoveri ospedalieri, un risultato in linea con quelli osservati nella popolazione generale. Questo valeva però solamente per la stagione 2016-2017, mentre nella stagione influenzale precedente non è stata osservata alcuna differenza nelle ospedalizzazioni in base al tipo di vaccino. 

Ma questo fenomeno è probabilmente dovuto al fatto che nella stagione 2015-2016 solamente l’8 per cento dei pazienti aveva ricevuto il vaccino ad alto dosaggio rispetto al 61 per cento della stagione 2016-2017, una percentuale troppo bassa per avere rilevanza statistica.

Dall’indagine non sono invece emerse differenze nel numero di decessi dei pazienti in dialisi a seconda del tipo di vaccino ricevuto. 

La sicurezza dei vaccini antinfluenzali ad alto dosaggio è stata ampiamente dimostrata in precedenti ricerche ed è stata considerata dai ricercatori come un dato di fatto.

«Sebbene questi risultati non debbano essere considerati definitivi, dal momento che la somministrazione del tipo di vaccino non è stata randomizzata - ha detto Dana Miskulin, a capo dello studio -  suggeriscono che potrebbe esserci una riduzione della morbilità correlata all'influenza nei pazienti in dialisi con l'uso del vaccino ad alto dosaggio rispetto a quello a dosaggio standard». 

In un editoriale di accompagnamento allo studio, due epidemiologi dei Centers for Disease Control and Prevention invitano gli esperti di salute pubblica a valutare tutte le strategie utili per migliorare l’efficacia delle vaccinazioni antinfluenzali in popolazioni di pazienti particolarmente fragili, intervenendo sia sul dosaggio del vaccino che sulla copertura vaccinale.