A 45 anni si è già vecchi, ma è una buona notizia

Il paradosso

A 45 anni si è già vecchi, ma è una buona notizia

Tutti invecchiamo ma c’è chi invecchia più velocemente. Ed è a 45 anni che si può capire a che ritmo si procede verso la terza età ed eventualmente intervenire prima che i danni siano irreparabili. Lo si può fare misurando alcuni biomarcatori specifici indicativi dell’età biologica

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Immagine: JD Mason jmason, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

Contrordine: la vecchiaia comincia a 45 anni. Ma è una buona notizia. Perché a quell’età il corpo comincia a inviare segnali chiari su come sta invecchiando permettendo così di intervenire in tempo per correggere il tiro prima che i danni diventino irreversibili. Un gruppo di ricercatori della Duke University, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Aging hanno infatti dimostrato che la mezza età è il momento giusto per sottoporsi a un controllo generale nel quale vengano misurate quelle significative variazioni del fisico e della mente che sono indicative dell’invecchiamento biologico. Si tratta di parametri specifici capaci di calcolare a che ritmo si procede verso la terza età.  

Gli scienziati hanno utilizzato i dati di uno studio condotto in Nuova Zelanda negli anni Settanta, il Dunedin Study, che aveva reclutato più di mille bambini nati il 1972-73. Più del 90 per cento dei partecipanti viene  ancora monitorato periodicamente. Tra le informazioni raccolte nel corso dello studio ci sono quelle sui biomarcatori indicativi della salute del cuore, dei reni, dei polmoni e del funzionamento del sistema immunitario. Ci sono anche i dati sulla salute dei denti e sulla salute mentale oltre a quelli sulle performance fisiche. 

Gli scienziati hanno selezionato 19 parametri che sono stati regolarmente monitorati nel corso dello studio come strumento per misurare il processo di invecchiamento. 

Usando questi biomarcatori, i ricercatori hanno attribuito un’età biologica ai partecipanti scoprendo che spesso non corrisponde a quella anagrafica.  Ci sono persone che a 45 anni hanno parametri biologici ottimali che gli permetteranno di invecchiare a un ritmo più lento. In genere si tratta di uomini o donne che sembrano effettivamente più giovani, hanno meno rughe, sono mentalmente scattanti, hanno un sistema cardiovascolare perfettamente in salute e camminano a passo sostenuto. 

E poi, al contrario, ci sono 45enni che dimostrano più degli anni che hanno, che cominciano ad avere qualche difficoltà cognitiva, che sono in generale meno in forma. Tutto lascia pensare che la loro vecchiaia non sarà una passeggiata di salute ma che possano avere problemi di fragilità, di demenza e che possano perdere l’autosufficienza negli anni a venire. 

«L’invecchiamento non è qualcosa che accade all'improvviso quando le persone raggiungono i 60 anni, è un processo che dura tutta la vita. Abbiamo un modo per misurare la velocità con cui le persone stanno invecchiando e i nostri risultati evidenziano l'importanza di affrontare l'invecchiamento biologico nella mezza età quando la prevenzione è ancora possibile e prima che si accumulino gravi danni agli organi», ha dichiarato Maxwell Elliott, della Duke University tra gli autori dello studio. 

Tutti gli esseri umani invecchiano, scrivono i ricercatori, ma alcuni invecchiano più velocemente di altri. E la tendenza di ognuno può essere scoperta nella mezza età. 

«La nostra analisi mostra che il ritmo dell'invecchiamento è un forte indicatore del deterioramento cumulativo, progressivo e graduale nei diversi organi che è alla base dell'invecchiamento biologico. Questi risultati dimostrano che variazioni significative nell'invecchiamento biologico possono essere misurate e quantificate nella mezza età, offrendo l’opportunità di mitigare le malattie legate all’età. Interventi precoci potrebbero salvare vite umane, preservare la qualità della vita e ridurre l'assistenza sanitaria e altri costi», specifica Elliott.