Airc: finanziamenti record alla ricerca. Nel 2016 102 milioni di euro per 608 progetti

Il bilancio

Airc: finanziamenti record alla ricerca. Nel 2016 102 milioni di euro per 608 progetti

102 milioni di euro alla ricerca, 680 progetti, 1600 pubblicazioni su riviste scientifiche, 5 mila ricercatori di cui il 63 per cento donne e il 52 per cento under 40. Il bilancio sociale del 2016 rispecchia l’obiettivo dell’Associazione: trovare la cura del cancro attraverso la ricerca
redazione

La lotta al cancro passa per la ricerca. È intorno a questa convinzione che ruota tutta l’attività di Airc e il bilancio sociale del 2016 ne è una testimonianza. L’anno scorso l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e la sua Fondazione hanno destinato 102 milioni di euro per il finanziamento di 680 progetti di ricerca. Grazie a questi fondi circa 5 mila ricercatori (63% donne e 52% under 40) sono al lavoro nei laboratori all’interno di università, negli ospedali e nelle istituzioni di ricerca in Italia e all'estero. Entrando nel dettaglio: più di 16 milioni di euro sono stati investiti in programmi di oncologia clinica molecolare, circa 6 milioni di euro nei programmi di diagnosi precoce e analisi del rischio di sviluppare un tumore, 12 milioni e mezzo sono andati all’Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare) e 62 mila e 500 euro a enti, istituti, fondazioni nazionali e internazionali. 

Sono numeri che si aggiungono a un impegno ventennale per arrivare alla somma di 1 miliardo e 100 milioni di euro destinati da Airc a progetti di ricerca dal 1995 a oggi. Queste cifre hanno prodotto progressi tangibili nelle conoscenze di base sui tumori ma in alcuni casi hanno avuto anche un immediato impatto clinico. 

La prova tangibile di tanto impegno è l'immensa mole di studi pubblicati su riviste internazionali: nel solo 2016 sono state 1600 le ricerche ospitate dalle più importanti riviste scientifiche al mondo (basta dare un'occhiata a questa pagina per farsi un'idea: http://www.airc.it/finanziamenti/progetti/).

Impossibile elencarle tutte: alcune hanno scavato a fondo nei meccanismi all'orgine dei tumori, come quelle di Pier Paolo Di Fiore e Sara Sigismund dell'IFOM e dell'Università Statale di Milano pubblicate su Science che hanno scoperto una delle ragioni per cui le cellule tumorali proliferano senza sosta o, sempre su Science, quelle del gruppo di Andrea Ballabio dell'Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli che, partendo dallo studio di un gruppo di malattie rare, ha scoperto perché le cellule tumorali sono voraci.  

Ma anche ricerche dall'impatto molto più immediato: un gruppo di ricercatori dell’Università di Trento ha scoperto un nuovo meccanismo di resistenza ai farmaci per il tumore alla prostata. La scoperta pubblicata su Nature Medicine apre la strada allo studio di nuovi bersagli terapeutici. Sempre su Nature Medicine è stata descritta una nuova strategia d’azione contro il tumore del colon-retto: alcuni farmaci biologici oltre a uccidere le cellule tumorali le rendono "visibili" al sistema immunitario che, quindi, risponde eliminando anche le cellule tumorali ancora viventi. La ricerca è frutto del lavoro degli scienziati dell’Istituto di oncologia di Milano. Su Lancet Oncology è stata pubblicata una ricerca dell’Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano su una nuova arma molecolare per prevedere l'evoluzione del tumore all’ovaio. Si tratta di un test specifico che permette di quantificare il rischio che pazienti con carcinoma dell'ovaio vadano incontro a ricaduta dopo il trattamento con terapia standard.

Nè poteva mancare il principale progresso dell’anno: l’immunoterapia. I ricercatori dell’Università degli Studi di Verona hanno scoperto un modo per rendere ancora più efficace la reazione del sistema immunitario contro il cancro  aiutando i linfociti T antitumorali a vincere la lotta contro la malattia. Pubblicato su Cancer Cell, questo studio sulla terapia immunoncologica, come gli altri sullo stesso argomento, sono forse l’esempio più evidente dell’importanza della ricerca per sconfiggere il cancro. 

«In un certo senso - dichiara Federico Caligaris-Cappio direttore scientifico di Airc -  la storia dell’immunoterapia antitumorale, con i suoi entusiasmi e le sue sconfitte, con la capacità dei ricercatori di perseverare e capire sempre meglio i meccanismi per poi passare all’applicazione clinica, rappresenta il prototipo della ricerca contro il cancro e dell’impegno di Airc: trovare la cura del cancro attraverso la ricerca». 

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