Anche il cervello degli anziani produce nuovi neuroni (o forse no?)

La diatriba

Anche il cervello degli anziani produce nuovi neuroni (o forse no?)

Ma una ricerca di un mese fa diceva che la neurogenesi smette dopo i 13 anni
redazione

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Fino a che età si sviluppano nuove cellule cerebrali? Due studi giungono a risultati opposti. Una ricerca di un mese fa sosteneva che la neurogenesi si ferma in adolescenza. Ora un nuovo articolo afferma che prosegue per tutta la vita

Un mese. Tanto può durare, a volte, la verità scientifica. Il 7 marzo scorso alcuni autorevoli scienziati pubblicavano su una prestigiosa rivista, Nature, i risultati del loro studio: il cervello umano smette di produrre nuovi neuroni dopo i 13 anni. Il 5 aprile altri ricercatori, altrettanto autorevoli, firmano un articolo su una rivista altrettanto prestigiosa, Cell Stem Cell: il cervello continua a generare nuovi neuroni per tutta la vita. Come è possibile?

I filosofi avrebbero pronta una spiegazione teorica universale: la conoscenza di un oggetto o di un fenomeno è sempre influenzata dal soggetto impegnato nell’indagine. In termini pratici significa che sottili differenze nella metodologia possono avere un forte impatto sui risultati e generare, come in questo caso, due verità opposte, un mostro a due teste inaccettabile per la scienza. Agli esperti non coinvolti nei due studi spetterà il compito di dirimere la questione. E c’è già chi ha già spezzato la propria lancia a favore dello studio più recente. Secondo Jonas Frisén, un neuroscienziato del Karolinska Institute di Stoccolma, la ricerca della Columbia University è la più rigorosa che sia mai stata eseguita. 

Del risultato ne abbiamo già parlato: il cervello delle  persone anziane può generare tanti neuroni quanti quelli di un teenager. 

Come ci si è arrivati? I ricercatori hanno analizzato l’ippocampo di 28 individui  tra i 14 e i 79 anni decedute poco prima. Nessuno di loro aveva sofferto di disturbi cognitivi, di depressione o faceva uso di alcol e droghe, elementi che avrebbero potuto avere un impatto sulla produzione di nuovi neuroni. Il team guidato da Maura Boldrini ha potuto ottenere un conteggio affidabile dei neuroni, dato che ha avuto a disposizione campioni interi dell’ippocampo e non solamente porzioni di quella parte del cervello coinvolta nella memoria. 

È risaputo tra i neuroscienziati che nei roditori e nei primati la capacità di generare nuove cellule cerebrali si riduce con l’avanzare dell’età. E tutto faceva pensare che lo stesso processo si verificasse anche negli esseri umani. 

Ma i ricercatori della Columbia University si sono trovanti di fronte a un diverso scenario: «Abbiamo trovato un numero simile di progenitori neurali intermedi e migliaia di neuroni immaturi», hanno scritto gli autori dello studio. 

Gli scienziati hanno dimostrato la presenza di neurogenesi in maniera indiretta, trovando tracce di specifiche proteine prodotte dai neuroni a un determinato stadio del loro sviluppo. Le proteine Gfap e Sox2, per esempio, vengono prodotte in abbondanza dalle cellule staminali che possono trasformarsi in neuroni. I nuovi neuroni invece producono in quantità maggiore altre proteine come le Ki-67. 

In tutti i cervelli analizzati sono state trovate tracce di neuroni appena nati nel giro dentato, la parte dell’ippocampo in cui si sviluppano le cellule cerebrali. 

E nel cervello delle persone di 70 anni sono state trovate migliaia di cellule staminali neurali, una quantità di poco inferiore a quella riscontrata nel cervello dei ventenni. 

Il numero di neuroni giovani o ad uno stadio intermedio o avanzato di sviluppo era lo stesso per tutte le età. 

Ma una differenza tra cervelli giovani e meno giovani c’è. Negli individui anziani si forma un numero inferiore di nuovi vasi sanguigni tra le strutture del cervello e si osserva una minore neuroplasticità, la capacità di sviluppare nuove connessioni tra i neuroni. 

Insomma, il declino cognitivo legato all’età potrebbe dipendere da una minore connessione tra le cellule cerebrali piuttosto che da una mancata produzione di nuovi neuroni. 

Gli autori del precedente studio, secondo il quale la neurogenesi finisce con l’adolescenza, non si sono lasciati convincere dai loro colleghi giunti al risultato opposto: potrebbe darsi, dicono, che i neuroni giudicati giovani siano in realtà cellule più mature. La loro posizione rimane la stessa: la produzione di nuovi neuroni avviene per un periodo limitato di tempo e se anche esistesse qualche forma di neurogenesi nell’ippocampo adulto si tratterebbe di un fenomeno estremamente raro. 

La questione è ancora aperta.