Anemia falciforme: così lo stress scatena le crisi dolorose

Il meccanismo

Anemia falciforme: così lo stress scatena le crisi dolorose

Lo stress rilascia ormoni. Gli ormoni raggiungono l’intestino dove alterano il microbioma con conseguenze sul sistema immunitario. Le cellule immunitarie alterate provocano il doloroso accumulo di globuli rossi nelle vene. Ora però bisogna scoprire come interrompere la catena

di redazione

Dal cervello, all’intestino, al microbioma, al sistema immunitario, alla circolazione del sangue. Tutto l’intero processo che conduce alle occlusioni dei vasi sanguigni tipiche dell’anemia falciforme può essere scatenato dallo stress cronico. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’ Albert Einstein College of Medicine che sulla rivista Immunity hanno descritto nel dettaglio il meccanismo all’origine delle dolorose crisi dovute all'aggregazione di globuli malati che ostacolano il passaggio del sangue nei vasi. 

Gli studi sui topi hanno dimostrato che per svolgere la sua azione nociva lo stress si avvale del microbioma intestinale, un complice con un ruolo chiave nell’innescare il processo. 

L’anemia falciforme è una malattia genetica caratterizzata dalla forma anomala dei globuli rossi (a forma di falce) che accumulandosi creano dei blocchi nelle vene ostacolando il flusso sanguigno e impedendo all’ossigeno di raggiungere i tessuti. 

Questi episodi vaso-occlusivi sono estremamente dolorosi e possono durare anche più giorni. A lungo andare la carente ossigenazione dei tessuti può provocare danni acuti agli organi accorciando la vita dei pazienti più gravi anche di 20-30 anni. 

Gli scienziati dell’Albert Einstein sperano di poter presto individuare un modo per evitare queste sofferenze alle persone affette da anemia falciforme e per allungargli la vita.

E intanto hanno ricostruito il processo che scatena le crisi. 

Tutto ha inizio nel cervello. Lo stress innesca la secrezione degli ormoni glucocorticoidi che però poi viaggiano verso l'intestino e ne aumentano la permeabilità. Questa maggiore permeabilità consente a un tipo di microbi intestinali, chiamati “batteri filamentosi segmentati”, di interagire con le cellule immunitarie Th17 nel rivestimento dell’intestino. I batteri stimolano le cellule immunitarie a produrre molecole pro-infiammatorie che entrano in circolazione e promuovono l’invecchiamento e l’accumulo dei neutrofili. Siamo così arrivati alla fine della catena:  i neutrofili sono proprio i diretti responsabili delle crisi vaso-occlusive. 

Questa catena di eventi è stata osservata sia in topi con anemia falciforme che in topi sani, anche se i due processi sono di differente gravità. 

«I topi sani non hanno cellule ematiche falciformi e quindi non soffrono degli effetti negativi causati dall'accumulo di neutrofili», hanno precisato i ricercatori. 

Una volta ricostruito nel dettaglio il processo che scatena le crisi occlusive, i ricercatori hanno cercato di capire come fare per prevenirle. 

«È importante sottolineare che abbiamo scoperto che potevamo ridurre notevolmente le crisi indotte dallo stress nei topi attraverso diversi interventi: inibire la sintesi di glucocorticoidi, impoverire i batteri filamentosi segmentati o bloccare le molecole infiammatorie indotte da questi batteri. Ciascuna di queste azioni potrebbe potenzialmente limitare l'impatto dello stress psicologico sulle persone con anemia falciforme», hanno commentato i ricercatori. 

Si apre così una speranza per future terapie in aiuto dei pazienti con anemia falciforme.