L’antibiotico per la tubercolosi che combatte ansia e fobie

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L’antibiotico per la tubercolosi che combatte ansia e fobie

Per la sua capacità di interagire con l’amigdala, la cicloserina può passare da antibiotico a psicofarmaco. In combinazione con la psicoterapia aiuta a liberarsi da paure e ansia. Perché agisce come una colla favorendo la sedimentazione nel cervello delle tecniche apprese nel corso delle sedute

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Immagine: Tom Varco / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)
di redazione

Da antibiotico a psicofarmaco. È l’inaspettato percorso della D-cicloserina, un farmaco usato come seconda scelta per il trattamento della tubercolosi che si è dimostrato efficace anche in ambito psichiatrico in particolare per il superamento dell’ansia e delle fobie. 

La cicloserina si è guadagnata di diritto un posto nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per le sue proprietà antibatteriche. Il suo utilizzo è indicato nel caso di tubercolosi resistente agli antibiotici di prima scelta. Per la sua capacità di penetrare la barriera emato-encefalica, la cicloserina può agire sul sistema nervoso centrale provocando una serie di effetti collaterali ma anche alcuni benefici finora poco esplorati. 

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Texas a Austin ha deciso di studiare gli effetti neurologici dell’antibiotico valutando la possibilità di un suo impiego in combinazione con le terapie psicologiche. 

La cicloserina interagisce con l’amigdala che è l’epicentro delle emozioni. È lì che risiedono quelle fobie difficili da controllare che arrivano a compromettere la qualità delle vita di chi ne soffre. 

Secondo i ricercatori, che hanno pubblicato i risultati di uno studio su JAMA Network Open, l’uso della cicloserina in combinazione con la psicoterapia potrebbe aiutare i pazienti a liberarsi più facilmente delle paure invalidanti. L’antibiotico infatti sembrerebbe agire come una “colla”, rinforzando la sedimentazione nel cervello degli strumenti forniti dallo psicoterapeuta nel corso delle sedute. Il farmaco, infatti, favorisce la formazione di solidi legami neuronali che aumentano la capacità di apprendimento delle tecniche di gestione delle paure, tra cui la più utilizzata è quella dell’esposizione. Questo approccio consiste nell’esporre, per l’appunto, i pazienti gradualmente e in condizioni di sicurezza alle situazioni più temute. 

Gli scienziati hanno messo alla prova la cicloserina in veste di psicofarmaco in uno studio randomizzato in doppio cieco con placebo che ha coinvolto 152 adulti affetti da disturbo d’ansia sociale, la paura che si manifesta in situazioni sociali in cui si avverte il pericolo di essere giudicati. Tra gli obiettivi dello studio c’era anche quello di individuare la modalità più efficace di somministrazione dell’antibiotico. Dallo studio è emerso che per essere efficace la cicloserina deve essere assunta prima o immediatamente dopo la seduta. Un’altra ipotesi passata al vaglio dei ricercatori era quella di somministrare il farmaco in base agli effetti della psicoterapia, ma questo approccio è stato considerato poco efficace. 

«Lo studio ha dimostrato che la D-cicloserina, quando somministrata prima o dopo la sessione, aumenta la terapia dell'esposizione per il disturbo d’ansia sociale, con evidenza di effetti clinicamente significativi. I nostri risultati non hanno supportato un approccio su misura per la somministrazione della cicloserina», concludono i ricercatori.

Saranno necessari ulteriori studi per determinare il dosaggio ottimale della D-cicloserina.