Alla base del Covid grave potrebbe esserci un difetto delle cellule staminali

Lo studio

Alla base del Covid grave potrebbe esserci un difetto delle cellule staminali

di redazione

Il diabete mellito è stato riconosciuto come un fattore di rischio per le forme gravi di Covid-19 sin dall’inizio della pandemia. Il motivo per cui però le persone con diabete abbiano maggiori probabilità di sviluppare una sintomatologia più aggressiva non è stato del tutto compreso. Ora uno studio del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova coordinato da Gian Paolo Fadini e pubblicato su Diabetes suggerisce che alla base dle Covid grave ci sia un difetto delle cellule staminali. I ricercatori hanno osservato che i pazienti ricoverati per Covid-19 presentano un livello molto basso di cellule staminali nel sangue rispetto a soggetti senza infezione da Sars-CoV-2. Inoltre, tra i pazienti con Covid-19 coloro che presentavano livelli più bassi di cellule staminali avevano una probabilità aumentata più di 3 volte di ricovero in terapia intensiva o morte. 

Un’altra novità principale dello studio consiste nel dimostrare una strettissima associazione tra iperglicemia al momento del ricovero, difetto di cellule staminali, e andamento sfavorevole di Covid-19.

«I nostri precedenti studi sui pazienti diabetici ci hanno insegnato che le alte concentrazioni di glucosio riducono il livello di cellule staminali ematopoietiche circolanti. Il rilascio di queste cellule nel sangue è necessario all’organismo per mantenere un’adeguata capacità dei tessuti di ripararsi e di rispondere agli insulti. Nelle nostre precedenti ricerche abbiamo scoperto che uno dei meccanismi con cui l’iperglicemia riduce le cellule staminali passa attraverso una molecola chiamata Oncostatina M che stimola la produzione di cellule infiammatorie e trattiene le cellule staminali nel midollo, creando un circolo vizioso. Ora intendiamo verificare se Oncostatin M può essere un target terapeutico per la cura dei pazienti con Covid-19», spiega  Fadini.