Binge watching, ecco l’identikit dei bulimici di Netflix: impulsivi, poco pianificatori e con grande voglia di evasione

Lo studio

Binge watching, ecco l’identikit dei bulimici di Netflix: impulsivi, poco pianificatori e con grande voglia di evasione

Se le serie Tv sono ben fatte è difficile smettere di guardarle. Per tutti. C’è chi però non si controlla e va avanti senza sosta fino a toccare il fondo, che non è altro che l’ultimo episodio disponibile. Avranno anche tratti simili, ma il binge watching non fa male quanto il binge drinking

di redazione

Impulsivi, incapaci di pianificare, sotto scacco delle emozioni con la smania di avere tutto e subito. Sono i tratti tipici della personalità “binge”, quella che sta dietro le grandi abbuffate di cibo, di alcol, di gioco d’azzardo, di videogame e da qualche anno a questa parte anche di serie televisive. Chi comincia è perduto. Una persona binge va avanti a oltranza senza possibilità di fermarsi prima di aver toccato il fondo, che quando si tratta di Netflix vuol dire semplicemente arrivare all’ultimo episodio dell’ultima stagione disponibile. 

Rispetto ad altre forme di dipendenza, il binge watching sembra più innocuo: al massimo si rischia di passare le notti in bianco e di essere un po’ frastornati al lavoro o a scuola. La serie televisiva non è dannosa come l’alcol e non lascia sul lastrico come il gioco d’azzardo. E se genera dipendenza vuol dire che è ben fatta con un cliffhanger che fa il suo lavoro. Non c’è da stupirsi quindi se si fa fatica a interrompere la visione. Probabilmente, come sempre, il problema sta nella misura. 

Uno studio appena pubblicato su Frontiers in Psychiatry invita a non sottovalutare il fenomeno delle abbuffate televisive perché potrebbe essere associato a un malessere degno di attenzione. Spesso questa forma di evasione immersiva, apparentemente innocua, si associa a uno stile di vita malsano, a un’alimentazione scorretta, a comportamenti antisociali, a difficoltà scolastiche. 

Gli autori dello studio hanno quindi voluto analizzare più da vicino i tratti della personalità degli spettatori dipendenti dalle serie on demand. E per farlo hanno monitorato un gruppo di 645 persone tra i 18 e i 30 anni di età che avevano l’abitudine di vedere un episodio dopo l’altro. 

I partecipanti hanno risposto a questionari specifici per la valutazione della loro impulsività e della capacità di controllare le emozioni, manche per individuare le ragioni che li spingevano a voler arrivare il più rapidamente possibile alla fine del racconto.

Dalle risposte sono emersi i due tratti della personalità che più degli altri distinguono i maratoneti dello schermo: l’impulsività e una scarsa capacità di pianificazione a lungo termine. Insomma,  come nelle altre forme di dipendenza del tipo “binge”, la filosofia del “carpe diem” è portata alle estreme conseguenze. 

Ma a predisporre al binge watching, oltre ai tratta della personalità, sono anche le motivazioni più banali come la voglia di distrarsi e di combattere la noia. Anzi, a volte l’aspetto motivazionale pesa più delle caratteristiche psicologiche nel consumo vorace di episodi. 

Lo studio ha dimostrato che quando il tratto psicologico dell’impulsività si combina alla voglia di intrattenimento e di evasione, il rischio di “spararsi” un’intera stagione della serie più gettonata del momento in un colpo solo aumenta notevolmente. La maggior parte dei partecipanti allo studio si limitava a vedere dai due ai cinque episodi alla volta, ma il 20 per cento assicurava di poteva proseguire fino ad arrivare anche a 20 puntate di fila. 

I ricercatori, con buona pace delle piattaforme streaming, non intendono paragonare il binge watching ad altre forme di dipendenza più pericolose, anche se non possono fare a meno di apprezzare le strategie introdotte recentemente da Netflix per aiutare gli spettatori a controllarsi, come la possibilità di disabilitare la riproduzione automatica dell’episodio successivo.