C'è un nuovo tipo di sclerosi multipla

Lo studio

C'è un nuovo tipo di sclerosi multipla

La nuova forma è stata chiamata “mielocorticale” e ha una peculiare modalità di sviluppo
redazione

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Nella nuova forma il danno neuronale non dipende dalla demielizzazione. Peccato però che le attuali tecniche di risonanza magnetica non distinguano i due tipi. Diagnosi più accurate potrebbero portare a terapie su misura

In futuro potrebbero esserci cure personalizzate per la sclerosi multipla. Un gruppo di ricercatori americani ha infatti scoperto una forma della malattia autoimmune che si comporta in maniera diversa dalla patologia tradizionale. Il nuovo sottotipo di sclerosi multipla è stato battezzato “mielocorticale” e descritto sulle pagine di Lancet Neurology.

Finora si è ritenuto che la morte dei neuroni della materia bianca, all’origine della malattia, fosse dovuta alla distruzione della mielina, lo strato protettivo delle cellule nervose. Il nuovo studio ipotizza invece che in alcuni casi la perdita neuronale possa avvenire anche in assenza di effettive lesioni alla materia bianca dovute al processo di demielinizzazione.

Purtroppo però le attuali tecniche di risonanza magnetica non permettono di distinguere le due forme di sclerosi multipla e riconducono tutti i segnali all’unico tipo di malattia finora riconosciuto. 

L’analisi dei tessuti post-mortem ha indicato invece che i due processi della neurodegenerazione e della demielinizzazione possono avvenire indipendentemente. È necessario, dicono i ricercatori, sviluppare tecniche diagnostiche più sofisticate in grado di riconsocere caso per caso quale tipo di sclerosi multipla abbia colpito il paziente. 

«Questo studio apre un nuovo scenario nella ricerca sulla sclerosi multipla -  è il primo a fornire prove che la degenerazione neuronale possa verificarsi senza la perdita della mielina nella sostanza bianca nel cervello dei pazienti con la malattia - ha detto Bruce Trapp della Cleveland Clinic, a capo dello studio - Queste informazioni mostrano la necessità di terapie combinate per arrestare la progressione della disabilità nella sclerosi multipla».

I ricercatori hanno analizzato il tessuto cerebrale di 100 pazienti deceduti affetti da sclerosi multipla, scoprendo che in 12 casi non c’era traccia del processo di demielinizzazione della materia bianca. I risultati delle indagini al microscopio di questi 12 frammenti appartenenti a persone con la forma “mileocorticale” sono stati messi a confronto con quelli di altrettanti pazienti affetti da sclerosi multipla “tradizionale” e di individui senza la malattia neurologica. 

In entrambe le forme di sclerosi multipla sono state osservate le tipiche lesioni  del midollo spinale e della corteccia cerebrale, ma soltanto i pazienti affetti dalla sclerosi multipla tradizionale mostravano danni alla materia bianca. 

Nel cervello delle persone affette dal tipo mielocorticale è stata osservata ugualmente una riduzione della densità neuronale e dello spessore corticale, tipica della forma “classica” della malattia. Ma in questi casi, contrariamente a quanto ritenuto finora, la perdita neuronale era avvenuta indipendentemente dalla demielizzazione della materia bianca. 

«L’importanza di questa ricerca è duplice - commenta Daniel Ontaneda, direttore clinico del programma di donazione del cervello presso il Mellen Center for Treatment and Research della Cleveland Clinic - L'identificazione di questo nuovo sottotipo di sclerosi multipla  sottolinea la necessità di sviluppare strumenti più sensibili per diagnosticare e comprendere la malattia. Siamo anche fiduciosi  che questi risultati porteranno a nuovi trattamenti personalizzati per i pazienti affetti da diverse forme di sclerosi multipla».