Cervello: quando le cellule immunitarie si inceppano le malattie neurodegenerative sono dietro l’angolo

Biologia

Cervello: quando le cellule immunitarie si inceppano le malattie neurodegenerative sono dietro l’angolo

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Immagine: GerryShaw [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons
di redazione

Il danno alla microglia, un tipo di cellule che rappresentano la principale difesa immunitaria attiva nel sistema nervoso centrale, si ripercuote sulla capacità di queste cellule di interagire con altre cellule nervose come gli astrociti. E da ciò deriva un processo infiammatorio cronico che può facilitare l’insorgenza di malattie neurodegenerative. 

È quanto hanno scoperto scienziati dell’Università di Firenze coordinati da Daniele Nosi, ricercatore di Anatomia umana del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, che hanno descritto le modalità con la quale questi due gruppi di cellule del sistema nervoso centrale (gli astrociti e la microglia), entrano in contatto e interagiscono. 

Lo studio è stato pubblicato sul FASEB Journal, la rivista della Federation of American Societies for Experimental Biology.

«Un aspetto comune a numerose patologie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica, la demenza fronto-temporale e l’ischemia cerebrale, è la neuroinfiammazione: la microglia, le cellule immunitarie del cervello, si attiva per rimuovere detriti cellulari e aggregati proteici potenzialmente dannosi», spiega Daniele Nosi, ricercatore di anatomia umana del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica. «Quando però l’infiammazione diventa cronica questo gruppo di cellule perde efficienza, si distribuisce in modo irregolare, fagocita anche neuroni sani e alimenta la produzione di molecole pro infiammatorie, instaurando un circolo vizioso di tipo neurodegenerativo».

Il Gruppo interdipartimentale per lo studio della neuroinfiammazione (Gisn) dell’Università di Firenze ha approfondito il fenomeno analizzando l’ippocampo dei ratti anziani e ha scoperto che la microglia e gli astrociti comunicano grazie ai propri prolungamenti e hanno un’interazione meccanica. I ricercatori hanno osservato anche che, quando gli astrociti sono danneggiati, l’interazione con la microglia risulta alterata e lo stato di infiammazione si accentua.

«Abbiamo descritto la correlazione tra la presenza di astrociti danneggiati e quelle alterazioni, sia di tipo morfologico che di distribuzione, tipiche delle cellule microgliali con attività neurodegenerativa», dice ancora Nosi. «Sebbene abbiano origini, morfologia e compiti specifici diversi, le due popolazioni cellulari sono interdipendenti e garantiscono la funzionalità del nostro sistema nervoso.. Approfondire la loro complessa interazione potrà contribuire a comprendere importanti meccanismi alla base delle patologie neurodegenerative e a disegnare nuove efficaci strategie terapeutiche».