Cibi grassi e antibiotici: l’accoppiata che predispone alle malattie intestinali croniche

Lo studio

Cibi grassi e antibiotici: l’accoppiata che predispone alle malattie intestinali croniche

Consumo eccessivo di grassi e abuso di antibiotici possono trasformare una sindrome dell’intestino irritabile in una condizione clinica nota come pre-IBD, l’anticamera delle malattie croniche intestinali

di redazione

Antibiotici e cibi grassi sono un’accoppiata deleteria per l’intestino. Uno studio appena pubblicato su Cell Host and Microbe ha infatti dimostrato che nelle persone che si alimentano “all’occidentale”(tanti grassi e poche fibre) le terapie antibiotiche possono trasformare la sindrome dell’intestino irritabile nell’anticamera di malattie croniche intestinali (in inglese inflammatory bowel disease o IBD).

Quando la sintomatologia tipica dell'intestino irritabile, dolore addominale, gonfiore, irregolarità nell’evacuazione è accompagnata da alcune caratteristiche specifiche come infiammazione della mucosa e cambiamenti della composizione dei microbi intestinali, si entra in una condizione da monitorare con attenzione perché può precedere lo sviluppo di una malattia intestinale cronica (colite ulcerosa, per esempio). Questa condizione è a volte chiamata pre-IBD.

Lo studio è stato condotto su 43 adulti in salute e 49 pazienti con una diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile che sono stati sottoposti all’esame della calprotectina fecale, un biomarker dell'infiammazione intestinale. Livelli elevati di calprotectina fecale indicano una condizione di pre-IBD. Gli scienziati hanno individuato in 19 pazienti affetti da IBS gli elementi tipici della pre-IBD.

In particolare chi seguiva un’alimentazione ricca di grassi aveva una probabilità di circa 2,8 volte superiore di sviluppare pre-IBD rispetto a chi seguiva una dieta povera di grassi.  L’uso di antibiotici era associato a una probabilità di 3,9 volte maggiore di avere pre-IBD. 

I due elementi combinati, grassi e antibiotici, aumentavano di 8,6 volte il rischio di sviluppare la condizione clinica che precede la malattia cronica intestinale rispetto a chi consumava alimenti a basso contenuti di grassi e non era stato sottoposto di recente a terapia antibiotica. 

«Il nostro studio ha dimostrato che l’uso di antibiotici in soggetti che consumano una dieta ricca di grassi è associato al maggior rischio di pre-IBD. Fino ad ora, non avevamo colto il modo in cui diversi fattori di rischio ambientale possono combinarsi per favorire la malattia», ha affermato Andreas Bäumler, professore di microbiologia medica e immunologia all'Università della California, Davis, autore principale dello studio. 

Come mai la combinazione di antibiotici e dieta è tanto deleteria? 

Gli scienziati hanno scoperto che i due fattori contribuiscono a mandare in tilt l’attività dei mitocondri sulla parete dell’intestino impedendogli di bruciare l’ossigeno, un processo prezioso per la crescita dei batteri “buoni” che prosperano proprio in ambienti anaerobici. 

I livelli più elevati di ossigeno nell'intestino favoriscono invece il proliferare dei batteri potenzialmente dannosi che scatenano l’infiammazione della mucosa.

Per avere un intestino in salute bisogna quindi evitare di fornire ai batteri “cattivi” la loro fonte preferita di sostentamento, l’ossigeno, correggendo le abitudini alimentari e limitando l’uso di antibiotici.