Combattere l’obesità con i vermi parassiti dell’intestino

Lo studio

Combattere l’obesità con i vermi parassiti dell’intestino

I topi infettati ingrassano meno. Ma resta da capire come sfruttare la scoperta negli esseri umani
redazione

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I vermi parassiti rilasciano sostanze anti-infiammatorie in grado di agire sull’obesità. I topi infettati ingrassano meno. Dallo studio su Scientific Reports potrebbero nascere nuove molecole per il controllo del sovrappeso

Sfruttano gli altri organismi per sopravvivere, crescere e riprodursi. Hanno un aspetto sgradevole e possono provocare infezioni poco piacevoli. È difficile immaginare che i vermi parassiti possano avere qualche proprietà benefica. Eppure una nuova ricerca del Massachusetts General Hospital e dell’Università di Harvard ha dimostrato che questi animali possono aiutare a combattere l’obesità. 

Al centro di tutto c’è ancora una volta il nostro intestino, oramai ampiamente riconosciuto come il centro di controllo della salute dell’organismo. Dalla risposta immunitaria al benessere psicologico, tutto sembra dipendere dal tipo di batteri che ospitiamo nelle nostre pance. Il sospetto che anche i vermi parassiti possano avere un lato buono è nato dall’osservazione di una curiosa coincidenza epidemiologica: nei Paesi occidentali l’aumento delle malattie autoimmuni e infiammatorie è andato di pari passo con la riduzione di infezioni provocate da vermi parassiti. 

E se non si trattasse di una coincidenza? Alcuni studi precedenti avevano scoperto che questi animali sono in grado di confondere il sistema immunitario dell’organismo in cui sono ospitati rilasciando alcune sostanze che hanno un’azione anti-infiammatoria. E visto che l’obesità è associata a processi infiammatori nel tessuto adiposo, l’ipotesi che i parassiti possano avere un controllo sul sovrappeso è apparsa legittima. 

Per metterla alla prova i ricercatori americani hanno condotto alcuni esperimenti con un tipo specifico di vermi intestinali, gli Heligmosomoides polygyrus generalmente ospitati nell’intestino dei topi. 

Per un periodo di due mesi precedente all’infezione con i parassiti,  alcuni roditori sono stati alimentati con una dieta grassa e altri con una dieta dalla giuste calorie. Il risultato non lascia dubbi: i topi messi all’ingrasso che sono stati infettati con il parassita hanno cominciato a ingrassare di meno rispetto a quelli non infettati e, sorprendentemente, hanno mantenuto lo stesso peso degli animali che avevano seguito un regime alimentare controllato. 

Gli scienziati hanno scoperto che i parassiti sono in grado di cambiare il profilo genetico dei topi infettati. Questi ultimi mostrano espressioni alterate di alcuni geni chiave per il metabolismo e una quantità maggiore di cellule immunitarie anti-infiammatorie rispetto agli animali che non sono stati infettati.

Ma non finisce qui. I ricercatori hanno scoperto che per ottenere l’effetto anti-infiammatorio anche negli altri animali non c’era bisogno di introdurre il verme nell’intestino. Trapiantando le cellule immunitarie da un topo infettato a uno non infettato si otteneva lo stesso risultato: meno chili sulla bilancia. 

Ancora non è chiaro come tutto ciò possa essere applicato all’essere umano. Piuttosto che immaginare di impiantare parassiti nell’intestino dei pazienti, sembrerebbe più plausibile sviluppare nuovi farmaci sul modello delle sostanze rilasciate dai vermi.