Contro la candida resistente un farmaco che viene dal mare

Antibiotico-resistenza

Contro la candida resistente un farmaco che viene dal mare

Si chiama turbinmicina in onore dell’organismo marino in cui è stato trovato, Ecteinascidia turbinate. È in grado di combattere i ceppi di funghi resistenti agli attuali antimicotici. Potrebbe diventare il farmaco in grado finalmente di curare infezioni diventate incurabili. La scoperta su Science

di redazione

Gli scienziati in cerca di farmaci contro i microrganismi resistenti non si precludono alcuna possibilità e vanno in cerca delle nuove molecole, letteralmente, per mari e per monti. Questa volta è il mare a regalare una speranza. I ricercatori della University of Wisconsin-Madison hanno infatti individuato un antifungino naturale in grado di combattere ceppi resistenti di patogeni pericolosi, come Candida auris e Aspergillus fumigatus, nel microbioma di un organismo invertebrato chiamato Ecteinascidia turbinate che vive nelle acque tropicali.

La nuova molecola, in onore di chi l’ha fornita, è stata chiamata turbinmicina ed è stata presentata per la prima volta sulle pagine di Science. Il meccanismo d’azione che le permette di avere la meglio sui microrganismi più ostici consiste nel bloccare una proteina, Sec14P, indispensabile per la riproduzione dei funghi. La scoperta è frutto di un lavoro lungo e meticoloso. 

Per quattro anni, tra il 2012 e il 2016, i ricercatori americani hanno raccolto diversi tipi di invertebrati oceanici ospitati nelle acque delle Florida Keys, l’arcipelago di isole al largo della Florida. Dagli animali sono stati estratti 1.500 ceppi di batteri Attinomiceti, dello stesso tipo di quelli già usati per produrre antibiotici attualmente in uso. Tra questi ne sono stati selezionati 174 con potenziali proprietà antifungine. 

Tutte le molecole sono state messe alla prova contro ceppi del fungo Candida auris resistenti a tutte e tre classi di antimicotici sul mercato e responsabili di infezioni (candidosi) praticamente incurabili. La turbinmicina si è rivelata di gran lunga la molecola più efficace. 

I ricercatori hanno testato il potenziale antifungino purificato contro una lista di 39 funghi isolati dai pazienti. I ceppi appartenevano a specie diverse e sfruttavano tutti i meccanismi differenti di resistenza ai medicinali finora noti. 

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Negli esperimenti condotti in laboratorio, la turbinmicina in basse concentrazioni è riuscita a eliminare quasi tutti i ceppi o a bloccarne la diffusione. Gli stessi risultati sono stati ottenuti su topi infettati con ceppi resistenti ai farmaci di Candida auris e Aspergillus fumigatus. Il trattamento con l’antimicotico marino, oltre a essere efficace sembrerebbe anche sicuro: non sono stati osservati effetti tossici sugli animali anche a concentrazioni mille volte superiori alla dose minima.

Il brevetto per la turbinmicina è stato già depositato. Ora bisognerà perfezionare la molecola per aumentarne al massimo l'efficacia e trasformarla in un farmaco di cui da tempo si sente la mancanza. 

«Ora abbiamo gli strumenti per selezionare i candidati, trovare ceppi promettenti e produrre molecole per fare studi sugli animali. Questa è la chiave per prendere di mira la resistenza multi-farmaco: sono necessarie molecole uniche», afferma Tim Bugni a capo del progetto che è stato finanziato dai National Institutes of Health.