Così l’occhio regola i nostri ritmi circadiani

Congresso su Nutraceutica e Occhio

Così l’occhio regola i nostri ritmi circadiani

di redazione

L’occhio come “arbitro” dei ritmi circadiani . È questo uno dei temi al centro del 7° Congresso “Nutraceutica e occhi” che si svolge il 17 ottobre, sia in forma virtuale, sia in presenza a Roma.

Al congresso, realizzato con il patrocinio dell’Università di Roma La Sapienza e della Società Italiana Nutraceutica (SiNut) partecipano i maggiori esperti di questo settore e vengono trattate le principali tematiche legate all’alimentazione, all’ integrazione alimentare e alle più diffuse applicazioni cliniche dei prodotti nutraceutici nelle patologie oftalmiche.

Ma cosa c’entra l’occhio con il nostro orologio interno? 

«Sono stati identificati dei recettori specifici dei ritmi circadiani a livello retinico»,  spiega Gianluca Scuderi, professore associato del Dipartimento di Neuroscienze, Salute Mentale e Organi Di Senso-Nesmos della Sapienza Università di Roma e responsabile dell’Unità operativa di oculistica dell’Ospedale Sant’Andrea. «Le cellule ganglionari retiniche sono specializzate nella percezione dell’informazione non visiva della luce e nella sua trasmissione alle vie centrali per l’ attivazione del sistema circadiano». 

Dunque, al pari dell’orologio circadiano molecolare nel sistema nervoso centrale, anche la retina è dotata di meccanismi molecolari che coinvolgono diversi clock genes. Nei mammiferi, la retina è stata il primo tessuto descritto al di fuori del SCN con proprietà di orologio circadiano, in grado di sintetizzare e rilasciare la melatonina in vitro con una ritmicità variabile in un ciclo di 24 ore.

I ritmi circadiani giocano un ruolo anche nell’ambito della neuroprotezione in oculistica: «Sappiamo già che la pressione oculare ha un suo ritmo circadiano e non è costante nell’arco della giornata: se la misuriamo alle 8, alle 12 e alle 20 notiamo che ci sono delle oscillazioni anche nelle ore notturne. Queste variazioni si verificano in tutti ma sono più marcate nei pazienti affetti da glaucoma. Per questo si ipotizza che il ritmo circadiano possa avere anche un risvolto dal punto di vista neuro-protettivo». 

I ritmi circadiani vengono messi in crisi anche dal cosiddetto ‘jet lag sociale’ descritto in uno studio pubblicato su Current Biology come la sindrome dovuta alla mancata coincidenza del nostro orologio biologico con la nostra routine giornaliera: «È una condizione sempre più prevalente di allontanamento dai nostri ritmi fisiologici per cui diamo a noi stessi un fuso orario ‘anarchico’ dormendo o mangiando in orari lontani da quelli canonici», spiega  Piero Barbanti, professore associato di Neurologia presso l’Università San Raffaele di Roma. «La forzatura dei nostri bioritmi è corresponsabile di un aumentato numero di infarti e di malattie cardio-cerebro-vascolari legate alla liberazione di elevate quantità di cortisolo, ormone dello stress con effetto ossidante e pro-infiammatorio costituendo così indirettamente un fattore di rischio anche per malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson». 

Ma anche il glaucoma è oggi considerato a tutti gli effetti una malattia neurodegenerativa. Il tema è protagonista di una tavola rotonda al congresso incentrata sulla neuro-protezione in oculistica. In tutte le patologie neurodegenerative, il Coenzima Q10 ha mostrato una sua funzione protettiva.