Cosa sappiamo di Mu, la nuova variante che minaccia di bucare i vaccini

Il punto

Cosa sappiamo di Mu, la nuova variante che minaccia di bucare i vaccini

Otto mutazioni la rendono temibile. Alcune sono comuni alle “variant of concern” e sospettate di aumentare la trasmissibilità e di “bucare” i vaccini. In laboratorio Mu sembra più resistente agli anticorpi di tutte le altre varianti. Mancano però i dati clinici del mondo reale

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Immagine: We Are Covert, Copyrighted free use, via Wikimedia Commons
di redazione

Dopo la “Lambda”, in pieno accordo con l’ordine dell’alfabeto greco, è arrivata la “Mu”. Si tratta di una nuova forma di Sars-Cov-2, meno trasmissibile della Delta ma sospettata di riuscire in qualche misura a “bucare” i vaccini. Comparsa per la prima volta in Colombia lo scorso gennaio, dove è diventata prevalente, Mu è attualmente diffusa in 42 Paesi (con una prevalenza a livello globale estremamente bassa, pari allo 0,1 per cento) ed è presente con pochissimi casi anche in Italia dove lo scorso aprile è stata responsabile di un focolaio nel bresciano. 

C’è da preoccuparsi?

Per ora Mu non preoccupa tanto quanto le “variant of concern” (Alfa, Beta, Gamma, Delta), ma finisce comunque nell’occhio del mirino degli epidemiologi come sorvegliata speciale. Dal 31 agosto la nuova variante è infatti entrata di diritto nella lista dell’Oms delle “variant of interest” insieme a Eta, Iota, Kappa e Lamba. Perché Mu viene considerata una “variante di interesse”? Secondo la definizione dell’Oms le “variant of interest” sono quelle forme del virus che presentano mutazioni sospettate di poter influenzare la trasmissibilità, la gravità della malattia, l’efficacia dei vaccini e delle cure e che riescono a diffondersi con relativa facilità. Nel caso in cui i sospetti diventino certezze, la variante in questione passa alla categoria superiore delle cosiddette “variant of concern”, quelle forme di Sars-Cov-2 di cui è stata accertata la maggiore pericolosità  (trasmissibilità, gravità della malattia e capacità di eludere i vaccini). 

Ecco perché può essere temibile

Mu possiede otto mutazioni nella proteina Spike, alcune delle quali presenti anche nelle varianti Alfa, Beta, Gamma e Delta. In particolare le mutazioni E484K e N501Y sono note per sfuggire agli anticorpi indotti dai vaccini a mRna. È stato già dimostrato, per esempio, che la mutazione E484K delle varianti Beta e Gamma riduce l’efficacia della prima dose dei vaccini di Pfizer e Moderna. Ma la variante Mu possiede anche la mutazione P681H, la stessa che sembrerebbe aumentare la trasmissibilità della variante Alfa, oltre a una serie di mutazioni originali che potrebbero rendere il virus più resistente ai vaccini e agli anticorpi indotti dall’infezione. 

Mu sfugge agli anticorpi?

L’identikit di Mu è però ancora in fase di elaborazione. Molti studi sulle sue caratteristiche devono essere ancora sottoposti alla peer-review e non possono essere presi per definitivi. I dati preliminari, tutti ancora da verificare, dicono che Mu è due volte più trasmissibile del ceppo originario e che elude gli anticorpi delle vecchie infezioni nel 37 per cento dei casi. Gli esperimenti di laboratorio hanno prodotto risultati simili: una versione artificiale del virus con le caratteristiche della variante Mu si è dimostrata meno suscettibile agli anticorpi delle persone guarite da Covid e delle persone vaccinate con il vaccino di Pfizer-BioNTech. Anzi, la nuova variante sembrerebbe la più abile a sfuggire al sistema immunitario tra tutte le altre emerse finora. 

I dati del laboratorio non sono quelli del mondo reale

Va però precisato che la realtà del laboratorio può essere diversa da quella del mondo, reale influenzata da una moltitudine di variabili difficile da replicare in una stanza di un centro di ricerca. «La variante Mu ha una costellazione di mutazioni che suggerisce la possibilità di eludere determinati anticorpi, non solo anticorpi monoclonali, ma anticorpi indotti da vaccini e siero convalescente, ma non ci sono molti dati clinici che lo attestano. Si tratta principalmente di dati di laboratorio», ha spiegato Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, in una conferenza stampa della Casa Bianca. 

Per ora tutti i vaccini disponibili in Colombia, dove la variante Mu è responsabile del 40 per cento delle infezioni, Pfizer, Astra Zeneca, Johnson & Johnson e Sinovac, sembrerebbero garantire un buon livello di protezione.