Covid19. L’attacco su più fronti del virus: oltre a colpire i polmoni SARS-CoV-2 compromette i centri nervosi che controllano la respirazione

Lo studio

Covid19. L’attacco su più fronti del virus: oltre a colpire i polmoni SARS-CoV-2 compromette i centri nervosi che controllano la respirazione

Uno studio italiano pubblicato sul Journal of Neurology mostra come le difficoltà respiratorie, oltre che all’infezione a livello polmonare, sono causate da una alterazione dei circuiti nervosi deputati al controllo della respirazione

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Immagine: Official U.S. Navy Page, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Non si limita solo a colpire i polmoni. Il virus SARS-CoV-2 rende difficoltosa la respirazione interferendo con i centri nervosi che situati nel tronco encefalico, la centrale di controllo della funzione respiratoria. 

È quanto emerge da uno studio del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Milano al Polo Universitario Ospedale San Paolo appena pubblicato su Journal of Neurology che mostra l’impatto del Covid-19 sui centri nervosi che controllano la respirazione. Lo studio dimostra che nei pazienti affetti da Covid19 gravi, ricoverati in rianimazione e sottoposti a ventilazione meccanica, sono alterati i circuiti nervosi proprio nel tronco cerebrale dove si trovano anche i centri di controllo della respirazione.  

Fino ad oggi si riteneva che i sintomi respiratori dovuti al Covid19 erano dovuti all’alterazione degli scambi respiratori causata dall’infezione e alla formazione di coaguli a livello polmonare.

Lo studio, adesso, avanza un’ulteriore ipotesi. «Sono stati studiati 11 pazienti intubati e confrontati con un gruppo di controllo di pazienti intubati senza Covid19 ed un gruppo di controllo di soggetti completamente normali», spiega Tommaso Bocci, che ha coordinato lo studio originato dalla collaborazione di neurologi, rianimatori e patologi del Centro di Ricerca “Aldo Ravelli” dell’Università Statale di Milano «In tutti è stato valutato con una metodica elettromiografica il riflesso glabellare o di ammiccamento (anche detto “blink”). Il riflesso glabellare fa in modo che in condizioni normali uno stimolo cutaneo sul sopracciglio induca in pochissimi milllisecondi una chiusura dell’occhio proteggendolo da possibili agenti lesivi. Il circuito di questo riflesso è a livello del tronco cerebrale. L’osservazione principale riportata dal nostro studio è che avvalendosi di questa metodica nei pazienti Covid19 il riflesso glabellare era gravemente alterato o assente indicando quindi una grave disfunzione dei circuiti del tronco cerebrale». 

«Nei primi pazienti Covid19 ricoverati in rianimazione avevamo osservato clinicamente alterazioni respiratorie che non erano spiegate solo dalla compromissione degli scambi ma che potevano originare da alterazioni neurologiche del tronco encefalico», aggiunge il direttore della Rianimazione dell’Ospedale San Paolo Davide Chiumello, uno degli autori dello studio. 

«L’osservazione con metodiche neurofisiologiche documenta e conferma l’ipotesi che l’alterazione respiratoria pur essendo in gran parte determinata dalla polmonite è amplificata da effetti della malattia sul tronco encefalico. I risultati delle registrazioni neurofisiologiche riportate nell’articolo aggiungono un pezzo importante per la comprensione dei meccanismi della malattia indotta dal virus Sars-Cov-2». 

«Stiamo progressivamente convincendoci che la punta dell’iceberg del Covid19 è a livello polmonare ma si possono anche verificare danni neurologici correlati a questa malattia che in fase acuta sono mascherati dal quadro polmonare ed infettivo», ha concluso Alberto Priori, direttore della Clinica Neurologica dell’Università Statale presso l’Ospedale San Paolo di Milano. «Gli effetti neurologici dell’infezione hanno un decorso diverso nel tempo, forse più prolungato, che stiamo iniziando a studiare solo adesso».